mercoledì 12 dicembre 2018

RAGUSANO E CATANESE: GIORNATA DI MANDORLICOLTURA



17 DICEMBRE 2018
STAGE DI APPROFONDIMENTO SULLA
GESTIONE DELLA CHIOMA DEL MANDORLO
a cura dell’Agronomo Vito Vitelli
(+39 339 25 11 629)

visualizza video potatura di formazione del mandorlo
l'esperienza del giovane impianto
 in Agro di Castellaneta - Taranto

METODO DI GESTIONE "ZARAGOZA"

PARTECIPAZIONE A NUMERO CHIUSO
E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE


LICODIA EUBEA (CATANIA) 
17 DICEMBRE 2018
Programma
Ore 8,00 
Raduno presso Roxy Bar - Piazza Garibaldi
Licodia Eubea (Catania)

Ore 8,30 
Trasferimento presso l’Azenda Agricola “Addamo” a Licodia Eubea 

Ore 9,00 
Inizio dello stage di approfondimento sulla gestione della chioma del mandorlo

Distribuzione di materiale informativo attraverso whatsapp.

Introduzione al corso con cenni di morfologia e fisiologia della pianta di mandorlo.
video sulla potatura di produzione del mandorlo

Prove dimostrative di potatura di formazione della chioma e di preparazione della pianta alla fruttificazione.

Esercitazioni di potatura in gruppo.

Esercitazione di potatura individuale per affinamento della tecnica.

Durata del corso 5 ore di cui 1 pomeridiana dopo una breve pausa ricreativa.

Le prove si svolgeranno su piante di mandorlo di diversa età.

Si consiglia di indossare calzature adeguate al lavoro, camice, guanti e occhiali di protezione.
Previsto il rilascio di attestato di partecipazione e un paio di pratiche forbici da pota modello "Castellari "

Corso prevede massimo 8-10 corsisti.

Per la prenotazione inviare il seguente messaggio what app al contatto +39 339 25 11 629

"Mi chiamo (nome e cognome) e confermo la mia partecipazione allo Stage sulla gestione della chioma del mandorlo del 17/12/2018 a Licodia Eubea (Catania)".

QUOTA DI ISCRIZIONE 
120,00 euro/persona


Segreteria organizzativa
Vito Vitelli +39 339 2511629  
vitovitelli.blogspot.it


lunedì 26 novembre 2018

IL MODELLO “ZARAGOZA” : LE NUOVE TENDENZE DI GESTIONE DEI MANDORLETI


IL MODELLO  “ZARAGOZA” 
LE NUOVE TENDENZE DELLA GESTIONE DEI MANDORLETI 
In medio virtus stat
Le proposte del giovane 
Agronomo Aragonese Jordi Mor Gaya

Come dicevano i latini “in medio virtus stat”, la virtù sta nel mezzo.
Tutto dipende dagli obiettivi che si intendono perseguire.
Le tendenze della moderna frutticoltura sono orientate ad incrementare le rese unitarie, diminuire i tempi di entrata in produzione, migliorare la qualità del prodotto, sostenere l’ambiente, spingere al massimo il livello di meccanizzazione e abbattere i costi di produzione.
I mandorleti tradizionali sono economicamente improponibili.

I mandorleti tradizionali, non irrigui con densità inferiori a 350 piante/ha e rese modeste, intorno a 1,0-2,0 ton/ha, sono economicamente improponibili.



Negli ultimi anni, in California e Australia prima e di recente anche in Spagna, è stata avviata una pressante ricerca di modelli di mandorlicoltura efficienti e competitivi, al passo con le attuali esigenze della frutticoltura innovativa e del mercato.

Gli impianti superintensivi, con oltre 2.500 piante/ha, realizzati in molte aree mandorlicole europee, sono sistemi altamente efficienti in termini di produttività e di gestione dell’impianto.

A distanza di 7-8 anni dalla loro introduzione, tuttavia, non mancano alcune valutazioni, riguardo la longevità economica e il rapporto tra i costi di investimento e i benefici produttivi. 
Negli impianti superintensivi dopo una prima fase, di elevatissima efficienza, (i primi 6-7 anni), sono stati evidenziati alcuni segnali di cedimento in termini di produttività, per effetto degli squilibri strutturali attribuibili agli interventi cesori indiscriminati eseguiti sulla chioma.

I periodici tagli a “siepone”topping e hedging, totalmente affidati ad una barra potatrice, e non a una mano "consapevole" e ben “addestrata”, favorirebbero, negli anni, lo sviluppo di strutture legnose, all’interno della chioma, a discapito delle formazioni fruttifere.
I dardi (in foto) e i brindilli sono le principali
formazioni fruttifere del mandorlo

I dardi e i brindilli, i principali organi a frutto del mandorlo, formandosi prevalentemente in prossimità dei tagli della lama, come risposta vegetativa, sarebbero destinati ad essere rimossi dai successivi interventi di potatura meccanica, in quanto posizionati, prevalentemente, oltre il limite della sagoma della chioma, commisurata al tunnel di lavorazione delle vendemmiatrici, riadattate anche per la raccolta delle mandorle.
Strutture legnose all’interno della chioma, prive di formazioni fruttifere, sono evidenti in piante con un precario equilibrio vegeto-produttivo

Il ridotto numero di formazioni fruttifere, e quindi dei frutti, naturali regolatori di crescita della chioma, e la presenza predominante di strutture legnose, (rami a legno), indurrebbe la pianta ad un maggiore rigoglio vegetativo e quindi alla necessità di passaggi con la lama potatrice.


raccolta meccanizzata nel sistema superintensivo del mandorlo

Nel sistema di coltivazione del mandorlo superintensivo, in mancanza di una attenta e puntuale gestione tecnica, dove il fattore idrico e nutrizionale hanno una grande rilevanza,  il rischio di entrare in un circolo vizioso, che induce squilibri vegetativi e cali di produzione, è molto elevato.


NO AL SUPERINTENSIVO


con tagli indiscriminati
I periodici tagli a “siepone”, topping e hedging, totalmente affidati ad una barra potatrice, e non a una mano ben “addestrata”, favorirebbero, negli anni, lo sviluppo strutture legnose, all’interno della chioma, a discapito delle formazioni fruttifere.


A cosa bisognerebbe puntare?

In medio virtus stat”




SI
Al giusto compromesso tra alta densità di impianto650-800 piante/ha, e la possibilità di far esprimere spontaneamente la pianta in altezza e larghezza, senza "reprimere" forzatamente lo sviluppo.

All’abbattimento dei costi di investimento, meno di mille piante per ettaro, e dei costi di potatura. Una pianta adulta può essere potata manualmente da terra, da personale opportunamente formato, in meno di 5 minuti.

Alla precoce entrata in produzione. A partire dal terzo/quarto anno  si ricava dall’impianto già la metà della resa unitaria potenziale, 7-10 kg/pianta di frutto in guscio.

Al raggiungimento della piena produzione, intorno a 15-18 kg/pianta di mandorle in guscio, a partire dal sesto-settimo anno.
Alla costante produttività dell'impianto per almeno venticinque anni.


Tecnologia Teníasper la raccolta della mandorla, clicca per visualizzare foto

Tecnologia Colossus (Argentina) 
per la raccolta della mandorla

Alla raccolta meccanizzata, introducendo anche macchine semoventi a ciclo continuo.
Raccolta delle mandorle con braccio scuotitore e reti adagiate al suolo


Quelli sopra elencati sono solo alcuni degli obiettivi preposti dal sistema di gestione “Zaragoza”, divulgato dall'agronomo spagnolo Jordi Mor Gaya, libero profesionista, esperto di frutticoltura innovativa.

Jordi Mor Gaya, agronomo spagnolo esperto di mandorlicoltura innovativa, promotore del metodo "Zaragoza" 



Jordi, partendo da una esperienza di coltivazione maturata in una azienda mandorlicola dell’aragonese, a Nord-Est della Spagna vicino Saragozza, ha promosso e sostenuto il modello "Zaragoza" prima nella vicina Catalogna e poi nel Sud della Spagna (Andalusia).
Giovane mandorleto, in Aragona nel Nord-Est della Spagna, coltivato con il metodo "Zaragoza" proposto dall'esperto di frutticoltura innovativa Jordi Mor.

Secondo Jordi, un modello ideale di frutteto, e in particolare di mandorleto, deve essere di rapida attuazione e di semplice gestione.

Per avere ottime risposte produttive, costanti nel tempo, occorre rispettare alcuni principi di base di fisiologia vegetale, ma soprattutto entrare in “sintoniacon la pianta.

Si parte da un buon programma di nutrizione e gestione idrica.


video sulla gestione della chioma di piante di mandorlo nel primo anno dal trapianto. Potatura di formazione. L'esperienza in una azienda a Castellaneta (Taranto)

La pianta nel corso dei primi due cicli di vegetazione, 24 mesi successivi al trapianto, e durante le fasi fenologiche di forte spinta vegetativa, supportate da portinnesti vigorosi (preferibilmente GF 677 o GarNem-GXN15), riceve una serie di topping, tagli indiscriminati alla chioma perfettamente in orizzontale, al fine di favorire un elevata formazione di ramificazioni, assurgenti e di vigore gradualmente decrescente per effetto della forte competizione.


Questa operazione di "topping" potrebbe essere eseguita manualmente o ricorrendo ad una barra potatrice bilama.


visualizza video sul "topping" meccanizzato

Gli interventi di topping, 3-4 durante il primo anno (da maggio-ottobre) e 2-3 nel corso della seconda stagione vegetativa, (da giugno-settembre), saranno eseguiti ad altezze, via via crescenti, da 25 cm fino a 60 cm, a partire dall’ultimo taglio.

La struttura cespuglioso/cilindrica della chioma sarà realizzata su un tronco di 80-90 cm di altezza, predisposto per la raccolta meccanizzata con braccio scuotitore.

Alla fine del secondo ciclo di vegetazione la pianta presenterà una serie di ramificazioni, molte delle quali dotate di formazioni fruttifere, (dardi e brindilli), con gemme a fiore differenziate.

Gli interventi cesori della fine dell’estate del secondo anno, da eseguire tra settembre e ottobre prima delle caduta delle foglie, saranno limitati ad un alleggerimento della chioma, puntando al raccorciamento dei rami inclinati che creano intrecci con quelli già orientati verticalmente.

Attraverso questi interventi di potatura, eseguiti ogni anno all’inizio dell’autunno e prima della caduta delle foglie, saranno create aperture, verticali e trasversali alla chioma.

Attraverso l'apertura di questi canali  verrà favorita la penetrazione della luce e l’arieggiamento all'interno della parte aerea della pianta.


Il frutto abbondante, che la pianta produce già a partire dal secondo anno, terza foglia, sarà un potente e naturale regolatore di crescita, che contribuirà a mantenere equilibrato il portamento della pianta.

Attraverso gli interventi di potatura di produzione, sarà possibile raggiungere condizioni di perfetto equilibrio tra attività produttiva e rinnovo del legno.
video sugli interventi di potatura di produzione

Questo metodo consente di avere piante di altezza intorno a 3,5-4,0 metri, ricche di frutto a partire dalla base, disposte in un sesto 5,50 m tra le file e 2,50 m sulla fila, corrispondente a una densità di impianto pari a circa 700 piante per ettaro.

Lo stesso metodo può essere adottato anche per predisporre il mandorleto  alla raccolta con la macchina ad ombrello scuotitore.
In tal caso la densità di impianto scenderà intorno a 450 piante per ettaro, poiché sarà adottata un distanza tra le piante, sulla fila, intorno a 4,50-4,80 m.  

Si potrà compensare l’incremento di distanza delle piante sulla fila ponendo le file a distanze alterne di 5,50 m e 4,50 m.

Il sesto pertanto sarà 5,50 m alternato a 4,50 m tra le file e 4,8 sulla fila.



martedì 20 novembre 2018

SICILIA: STAGE DI APPROFONDIMENTO SULLA GESTIONE DELLA CHIOMA DEL MANDORLO


SICILIA 2 - 3 DICEMBRE 2018 
visualizza video potatura di formazione del mandorlo
l'esperienza del giovane impianto
 in Agro di Castellaneta - Taranto

STAGE DI APPROFONDIMENTO SULLA
GESTIONE DELLA CHIOMA DEL MANDORLO
a cura dell’Agronomo Vito Vitelli
(+39 339 25 11 629)

PARTECIPAZIONE A NUMERO CHIUSO
E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE
ancora disponibili posti per 
il 3 dicembre 2018

SICILIA 2 - 3 DICEMBRE 2018
Programma
Ore 8,00 
Raduno presso CentroPolivalente
Campobello di Licata (Agrigento)

Ore 8,30 
Trasferimento presso l’Azenda Agricola “Ciotta Carmelo” di Campobello di Licata 

Ore 9,00 
Inizio dello stage di approfondimento sulla gestione della chioma del mandorlo

Distribuzione di materiale informativo attraverso whatsapp.

Introduzione al corso con cenni di morfologia e fisiologia della pianta di mandorlo.
video sulla potatura di produzione del mandorlo

Prove dimostrative di potatura di formazione della chioma e di preparazione della pianta alla fruttificazione.

Esercitazioni di potatura in gruppo.

Esercitazione di potatura individuale per affinamento della tecnica.

Durata del corso 5 ore di cui 1 pomeridiana dopo una breve pausa ricreativa.

Le prove si svolgeranno su piante di mandorlo di diversa età.

Si consiglia di indossare calzature adeguate al lavoro, camice, guanti e occhiali di protezione.
Previsto il rilascio di attestato di partecipazione e un paio di pratiche forbici da pota modello "Castellari "

Partecipazione di massimo 8-10 persone a corso.

Per la prenotazione inviare il seguente messaggio what app al contatto +39 339 25 11 629

"Mi chiamo (nome e cognome) e confermo la mia partecipazione allo Stage sulla gestione della chioma del mandorlo del 3/12/2018 a Campobello di Licata".


Segreteria organizzativa
Vito Vitelli +39 339 251 1629  vitovitelli.blogspot.it
Carmelo Ciotta +39 335 762 5777