venerdì 29 aprile 2022

Pericoltura nel sud Italia: si diffonde il super intensivo a parete

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Nelle regioni dell'Italia meridionale, per quanto riguarda la pericoltura si sta diffondendo una moderna tecnica agronomica capace di abbattere i costi e garantire al contempo elevati standard qualitativi. Trattasi dell'allevamento super intensivo a parete verticale, che consiste nel far crescere le piante su un asse principale, posizionandole a una distanza di 0,60/0,80 m sulla fila, e di 3,5/4,0 m tra le file, con un investimento di circa 4000/4500 piante per ettaro.

 Impianto di pero della varietà Coscia al terzo ciclo vegetativo (30 mesi).

Ne abbiamo parlato con l'agronomo Vito Vitelli, uno dei promotori di questo nuovo modello di gestione per il Sud Italia.

Seppur con superfici limitate, in Sicilia e Campania abbiamo dei brillanti esempi imprenditoriali, con risultati eccezionali in soli pochi mesi. Lavorando sulla parete verticale, abbiamo la possibilità di ottimizzare l'intercettazione della luce, il che va a vantaggio dell'attività fotosintetica e quindi della colorazione dei frutti". (Nella foto a lato, pere varietà Coscia, di ottima pezzatura e con una colorazione sovrapposta tendente al rosso, perché ben esposte al sole).



Pereto varietà Coscia a parete verticale a Teano (Caserta).

Una volta messo a dimora l'astone di pero, rigorosamente certificato e proveniente da vivai accreditati, viene reciso all'altezza di 40-45 cm per stimolare una ripartenza vigorosa, se il materiale vivaistico è sottile, mentre viene lasciato intero se ha una sezione di 12-15 mm. Sia nel primo sia nel secondo caso viene fatto sviluppare un solo leader (monoasse) lungo una canna tutore, che risalirà la parete perfettamente in verticale per almeno 2,5 m, fino a superare i 3,5 metri nel giro di 15-24 mesi. Tale sviluppo sarà naturalmente supportato da un equilibrato apporto di acqua ed elementi nutritivi e da una serie di interventi di buona pratica agronomica.

La struttura di un impianto innovativo di pero ad alta densità è costituita da 3-4 fili di ferro paralleli, sovrapposti a circa 0,80 m l'uno dall'altro, sorretti da pali di cemento, sporgenti fino a 4 metri e distanziati lungo il filare a 10-12 m. Nell'istallazione è previsto anche un impianto di irrigazione localizzata a goccia distante 30-40 cm dal tronco della pianta.

Durante l'accrescimento, lungo l'asse spunteranno sia rami deboli, predisposti alla fruttificazione dopo aver raggiunto la maturità delle gemme in 2-3 anni, sia rami vigorosi (rami misti) grossi e molto lunghi. La potatura di produzione consisterà nel selezionare le formazioni fruttifere (rami deboli) e speronare a qualche centimetro, con tagli di ritorno alla base i rami vigorosi. Questa operazione, da eseguire all'inizio autunno o fine inverno, consentirà di mantenere, lungo il monoasse, un perfetto equilibrio tra l'attività vegetativa di rinnovo, derivante dalle speronature, e l'attività produttiva ottenuta grazie alla selezione delle formazioni fruttifere. Durante i primi anni, per meglio gestire la potenza vegetativa della fase giovanile sarà necessario anche un intervento di potatura verde nel periodo estivo.


Stato della coltivazione al primo ciclo vegetativo (meno di 12 mesi). Impianto situato a Castronuovo di Sicilia (Palermo).

La tecnica del super intensivo si presta particolarmente per la varietà "Coscia", una pera estiva tipicamente meridionale. I frutti prodotti dalle formazioni fruttifere, selezionate dalla potatura e disposte direttamente sull'asse verticale, presentano pezzatura notevole, ottimo sovraccolore della buccia esposta al sole ed eccezionali qualità organolettiche. Ogni pianta di pero coscia produce mediamente, a partire dal quarto anno 60-70 frutti con un peso medio di circa 120 g: questo significa 8-10 kg di pere a pianta che, con un investimento di 4000-4500 piante a ettaro, consentirà rese unitarie di oltre 30-35 ton/ha. Nelle zone altamente vocate della Sicilia e Campania, il prezzo di vendita al produttore della pera coscia si aggira intorno a 0,80-1,00 euro al kg, che sviluppano 30-35 mila euro di PLV a ettaro.


Pereto tradizionale

Bisogna abbandonare il modello dell'impianto di pero tradizionale, anche detto a volume o vasetto, noto per avere una pianta formata dalle classiche 4-5 branche principali e quindi con un eccesso di strutture a legno portanti, soprattutto alla base, con pochi rami a frutto. Un sistema che, nonostante gli spaziosi sesti di impianto, non favorisce l'arieggiamento, e una migliore distribuzione degli agrofarmaci, determinando così la diffusione degli organismi nocivi. Un modo di produrre pere ormai obsoleto, che non ha fatto altro che scoraggiare gli imprenditori agricoli, poiché caratterizzato da costi elevati, rese basse, gestione della chioma complicata, tanti trattamenti, molti residui, un sistema che non ottimizza il terreno considerato il sesto d'impianto di 4mx4m (600-700 piante/ettaro).



sabato 2 aprile 2022

Le giornate tecnico-divulgative funzionano alla grande. I partecipanti non sono soltanto agricoltori.


Imprenditori, professionisti, tecnici, studenti e addirittura commercianti sono i principali partecipanti dei diversi incontri tecnico-divulgativi che l'agronomo Vito Vitelli abitualmente organizza nelle diverse regioni italiane, in relazione allo stadio fenologico della pianta e della coltura presa in esame.

"Oltre alla mia consueta attività di consulenza alle aziende agricole, da circa 10 anni organizzo giornate tecniche che hanno lo scopo di fornire agli operatori informazioni sulla conduzione delle loro coltivazioni. Un'iniziativa che ha sempre avuto un buon successo, ma che negli ultimi 3-4 anni sembra riscontrare un notevole e crescente interesse anche da altre figure della filiera, tanto da aver deciso di allungare il raggio d'azione nelle regioni centro-settentrionali, come Toscana e Piemonte. 

Prove dimostrative di potatura di trapianto su giovani piante di agrumi

Ad esempio, tra i partecipanti troviamo i referenti di note strutture commerciali, che hanno la necessità di organizzare l'offerta già in campo, affinché il prodotto che viene loro conferito sia di alta qualità, con poco scarto e che venga coltivato in modo sostenibile. Molteplici sono anche gli studenti universitari che si iscrivono perché interessati ad approfondire alcuni aspetti agronomici, che spesso sui libri di testo risultano obsoleti. Gli incontri tecnici riguardano diverse colture, come agrumi, melograno, mandorlo, kaki, pero e olivo."

Esercitazioni pratiche di potatura su piante di arancio "Brasiliano" di 30 mesi

C'è sempre più consapevolezza su quanto i nuovi sistemi di gestione degli impianti siano fondamentali per poter trovare quel giusto equilibrio tra costi e benefici in un frutteto. Il miglioramento delle tecniche d'irrigazione, di nutrizione, di gestione del suolo, della chioma, del cotico erboso e della scelta varietale contribuiscono ad aumentare le rese e la qualità delle produzioni, sempre nel rispetto dell'ambiente. Si sta ponendo maggiore attenzione all'informazione e alla formazione, perché veicoli di conoscenze e, successivamente, di competenze per le imprese agricole.

Tutte le giornate iniziano con una parte teorica, necessaria a descrivere la pianta e fornire i concetti basilari su morfologia e fisiologia vegetale, per poi proseguire con una dimostrazione della gestione della chioma.

Esercitazioni pratiche di potatura su piante di clementine "Corsica 2"

Successivamente, si passa alle esercitazioni pratiche di potatura che ogni partecipante è tenuto a svolgere. La buona riuscita di questi incontri è anche dovuta al ridotto numero dei partecipanti (non più di 15 iscritti) per ogni giornata, in modo da garantire un maggior coinvolgimento e quindi l'apprendimento degli argomenti trattati.


giovedì 24 marzo 2022

CALABRIA: GIORNATA TECNICA SUL BERGAMOTTO 26 MARZO 2022

LOCRIDE (Reggio Calabria)

26 marzo 2022 

STAGE sulla potatura del BERGAMOTTO e sulle tecniche innovative di coltivazione 

video sulla giornata

a cura dell’Agronomo Vito Vitelli

Whatsapp +39 339 251 1629

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Programma

Durata complessiva del corso 6 ore di cui. 

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Introduzione al corso di potatura con cenni di morfologia e fisiologia delle piante di agrumi.

giornata tecnica bergamotto marzo 2021
Prove dimostrative di potatura di formazione della chioma e di preparazione della pianta alla fruttificazione a partire dal trapianto
Esercitazione di potatura di gruppo

Esercitazione di potatura individuale per affinamento della tecnica.
Rilascio di attestato di partecipazione e un paio di pratiche forbici da pota modello "Castellari".


bergamotto: gli impianti tradizionali

bergamotto della "Locride"

impianti di bergamotto l'esperienza di imprenditori di nuova generazione
le new entry della coltivazione del bergamotto

La partecipazione alle giornate è a numero chiuso.

potatura di riforma delle piante con evidenti errori di impostazione

Per MAGGIORI INFORMAZIONI :
Vito Vitelli +39 339 251 1629
vitovitelli.blogspot.com
Evento organizzato in collaborazione con:

lunedì 14 marzo 2022

Sicilia: 24 marzo 2022 stage sulla potatura degli agrumi e sulle tecniche innovative di coltivazione

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SICILIA

RIBERA (AGRIGENTO) 24 marzo 2022

STAGE sulla potatura degli AGRUMI

e sulle tecniche innovative di coltivazione

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a cura dell’Agronomo Vito Vitelli

Whatsapp +39 339 251 1629

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Programma

Durata complessiva del corso 6 ore.

Introduzione al corso di potatura con cenni di morfologia e fisiologia delle piante di agrumi.

prove dimostrative di potatura di trapianto su giovani piante di agrumi

Prove dimostrative di potatura di formazione della chioma e di preparazione della pianta alla fruttificazione a partire dal trapianto.

esercitazioni pratiche di potatura su piante di clementine "Corsica 2" Az. Agr. "Triolo" - Ribera

Esercitazione di potatura in gruppo.
Esercitazione di potatura individuale per affinamento della tecnica.
esercitazioni pratiche di potatura su piante di arancio "Brasiliano" di 30 mesi Az. Agr. "Parlapiano" - Ribera

Rilascio di attestato di partecipazione e un paio di pratiche forbici da pota modello "Castellari".

esercitazioni pratiche di potatura su piante di arancio "Brasiliano" a due anni dalla potatura di riforma Az. Agr. "Parlapiano" - Ribera

visita alle strutture di lavorazione degli agrumi "Parlapiano" di Ribera (Agrigento)

momento conviviale


Per MAGGIORI INFORMAZIONI: 
Vito Vitelli +39 339 251 1629
vitovitelli.blogspot.com
Evento organizzato in collaborazione con:

lunedì 7 marzo 2022

PUGLIA: 12 marzo 2022 stage sulla potatura dell'olivo superintensivo e sulle tecniche di coltivazione

PUGLIA

Orta Nova (Foggia) 12 marzo 2022

stage sulla potatura 

dell'olivo superintensivo

e sulle tecniche di coltivazione

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a cura dell’Agronomo Vito Vitelli

Whatsapp +39 339 251 1629

Durata complessiva del corso è di 6 ore di cui 1 pomeridiana dopo una breve pausa ricreativa

Introduzione al corso di potatura con cenni di morfologia e fisiologia delle piante di olivo.




Prove dimostrative di potatura di formazione della chioma e di preparazione della pianta alla fruttificazione a partire dal trapianto.


Esercitazione di potatura in gruppo.
Esercitazione di potatura individuale per affinamento della tecnica.

Rilascio di attestato di partecipazione e un paio di pratiche forbici da pota modello "Castellari".


Per MAGGIORI INFORMAZIONI : 
Vito Vitelli +39 339 2511629 
vitovitelli.blogspot.com
Evento organizzato in collaborazione con:

lunedì 28 febbraio 2022

Agrumi e kaki gestiti con tecniche moderne in Turchia. La storia imprenditoriale di Ibrahim Tekin

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Negli ultimi anni, la provincia di Adana, situata nella Turchia meridionale, ha compiuto passi da gigante per quanto riguarda lo sviluppo e gli investimenti nel settore ortofrutticolo, specie in quello agrumicolo e della frutticoltura in generale. Un territorio che, grazie alla fertilità del suolo, al clima e alle piogge abbondanti, ha consentito a diversi imprenditori locali di diversificare il proprio reddito, aprendosi così a nuovi business, come appunto le specie fruttifere, accanto a quelle cerealicole o foraggere, da sempre diffuse in questo ampio areale turco.

Un bell'esempio imprenditoriale ci arriva dalla testimonianza che abbiamo raccolto da Ibrahim Tekin, un economista di Adana, diventato poi imprenditore agricolo grazie a un master biennale svolto a Boston. "Dall'esperienza formativa statunitense sono tornato pieno di idee e di progetti, oltre che improvvisamente interessato al mondo dell'agricoltura, fino a quel momento messo da parte. Sono figlio di coltivatori, ho visto con quanti sacrifici i miei genitori svolgevano il loro lavoro, nonostante i risultati economici non fossero poi così soddisfacenti, a causa delle scelte delle colture estensive a basso reddito".

Ibrahim Tekin. Imprenditore agricolo di Adana - Turchia

"Ho iniziato con delle indagini di mercato per capire quali prodotti offrire e soprattutto dove poterli commercializzarli. Volevo trasformare l'agricoltura nel mio principale lavoro, adottando specie colturali e tecniche di meccanizzazione differenti da quelle diffuse fino a quel momento. L'obiettivo era quello di dar vita a un drastico cambiamento aziendale".

Giovane impianto in Turchia di kaki ad alta densità. Sistema di allevamento tipologia "Mataix". Piante gestibili da terra. In foto Yavuz Turhan agronomo

In questi anni, Ibrahim ha investito molto in agrumi e kaki. "Sono 150 gli ettari totali coltivati ad agrumi e kaki, prodotti che per ragioni logistiche vengono commercializzati nei mercati arabi, dell'Est Europa e russi. Per quanto riguarda gli agrumi, ho investito nella coltivazione dell'arancio, con varietà precoci e tardive, mandarino-simili, pompelmo giallo e limone prevalentemente varietà "Interdonato", l'unica tollerante al malsecco. Per i kaki, invece, ho messo a dimora alcuni ettari della tipologia a polpa soda, "Rojo Brillante". La zona di Adana è particolarmente adatta per lo sviluppo dei kaki, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, come le frequenti precipitazioni, l'alto tasso di umidità e l'assenza di vento".

Giovane impianto di agrumi in Turchia ad alta densità. Piante gestibili da terra

"Le moderne tecniche agronomiche consentono di ottenere il corretto equilibrio tra gli elementi nutritivi, il giusto apporto idrico e soprattutto la corretta gestione della chioma, puntando sulla gestione dei rami più vigorosi e non sulla loro eliminazione. Il risultato sono delle piante basse, fitte, compatte, la cui coltivazione è resa più semplice. Il tutto si traduce in una migliore efficienza del campo. Già dal principio sono stato particolarmente sensibile a quelle che sono le tecniche che tengono conto della riduzione della manodopera, al rispetto dell'ambiente e soprattutto alle pratiche alternative di lotta integrata che ci consentono di contenere l'utilizzo della chimica e di limitare notevolmente il livello dei residui".

   Dalla corretta gestione della chioma, (potatura), dipendono i risultati produttivi in termini di qualità e quantità

"Devo ringraziare l'agronomo Vito Vitelli per avermi seguito in tutte le fasi di preparazione e gestione delle coltivazioni. Le sue frequenti visite qui, nella mia azienda ad Adana, mi fanno comprendere quanto sia necessario affidarsi a professionisti del settore per poter ottenere risultati produttivi e commerciali nel medio periodo".

   Le lezioni dell'agronomo Vito Vitelli durante una giornata formativa in Turchia.


martedì 15 febbraio 2022

Baulatura: meglio non sottovalutarla

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Spesso si sottovaluta l'importanza della baulatura. Ci sono false leggende sull'inutilità di questa pratica colturale in un terreno fortemente drenato, prima di mettere a dimora un impianto arboreo. Molti, infatti, l'adottano soltanto in suoli tendenzialmente asfittici. La realtà è che, nella maggior parte dei casi, non si presta la giusta attenzione alle operazioni preliminari al trapianto, come appunto la realizzazione di baule o "letti di coltivazione rialzati".

Preparazione della baula o "letto di coltivazione rialzato"

Certo, avere un terreno non perfettamente pianeggiante rende le operazioni di gestione e di lavorazione più difficoltose, ma il letto di coltivazione rialzato potrebbe risultare davvero vantaggioso per molteplici aspetti.

La realizzazione della baula è sempre fortemente consigliata, indipendentemente dalla tipologia di terreno. Se da una parte le foglie devono essere ben esposte per intercettare la luce, dall'altra, le radici, oltre all'acqua e agli elementi nutritivi, necessitano di ossigeno per esplicare le loro funzioni. Possiamo definire il letto di coltivazione rialzato il polmone delle radici: queste, disponendosi ad arco e seguendo la conformazione di questo rialzo, creano una maggior superficie di esposizione e di scambio diretto con l'aria atmosferica, scambio che in un terreno piano avviene molto più lentamente, per effetto anche di una maggiore tendenza di quest'ultimo a costiparsi su se stesso per effetto della gravità e dell'azione battente delle precipitazioni piovose.

Capillari superficiali sviluppati in una baula pronti ad intercettare le risorse (acqua e nutrienti) erogati dal gocciolatore.

L'accentuazione della baula è data dalla tipologia di terreno. Un letto di coltivazione più accentuato, oltre allo scambio gassoso, favorisce lo smaltimento dell'acqua in eccesso, evitando così fenomeni di asfissia da ristagno. Se abbiamo delle falde freatiche superficiali e lavoriamo su terreni che soffrono di ristagni idrici, è preferibile una baula più alta. Se invece il terreno è di per se drenante o ciottoloso, il rialzo da realizzare potrà essere meno pronunciato.

Baulatura molto pronunciata

La baula consente di velocizzare l'asciugatura e il riscaldamento del terreno nei periodi primaverili. L'attività di ripresa vegetativa dipende molto dalla temperatura del suolo. Con la baulatura si riesce ad anticipare l'avvio della ripresa vegetativa anche di 10-15 giorni. Un terreno riscaldato rappresenta un pro anche nei mesi freddi, perché le radici continuano a crescere e svolgere la loro attività esplorativa, soprattutto nelle specie sempreverdi come gli agrumi, persino nel tardo autunno.

Da preferire è sicuramente la baulatura a doppio piano inclinato, poiché consente di gestire con maggiore praticità e semplicità la trinciatura e il controllo delle malerbe con mezzi meccanici, senza dover necessariamente intervenire con erbicidi. La baula  a sezione trapezoidale infatti inizia ad essere abbondonata.

   Baulatura doppio piano inclinato

La baulatura, abbinata ad un sistema di irrigazione a microportata, risulta ideale per consentire lo sviluppo della pianta anche quando si utilizzano acque di irrigazione di scarsa qualità a elevata salinità (conducibilità - EC). In questi casi si verifica un affioramento di sale per effetto della risalita capillare dell'acqua. 

È opportuno precisare però che in queste condizioni, in seguito alle precipitazioni piovose, i sali vengono riportati in profondità, dissalando così le porzioni più superficiali del rialzo, dove appunto è concentrata la maggior parte del capillizio radicale. 

In un terreno in piano, privo di baulatura, in seguito alle precipitazioni, il sale, per lisciviazione, si andrebbe a depositare negli strati più esplorati dalle radici con conseguenze letali per la pianta.