Kaki al secondo anno: gestione della potatura estiva per costruire una pianta produttiva ed equilibrata
Durante il primo anno
non sono stati eseguiti interventi strutturali, ma solo una leggera potatura
antivento e la liberazione del tronco da ramificazioni laterali nei primi 45–50
cm. Questa scelta ha consentito lo sviluppo di un apparato radicale forte ed
efficiente, base indispensabile per sostenere le successive fasi vegetative.
Nel periodo invernale
si è intervenuti con una speronatura a 7–10 cm delle principali ramificazioni.
L’effetto è stato immediato: da poche branche iniziali si è ottenuta una forte
emissione di nuovi germogli, con una chioma ricca e vigorosa.
A questo punto diventa
fondamentale la gestione estiva di fine agosto. Lasciare tutta la vegetazione
porterebbe a una produzione concentrata in punta, con squilibri strutturali e
rischio di rotture. Le gemme a fiore tenderebbero a localizzarsi sugli apici,
mentre alla base si avrebbe prevalenza di gemme a legno, che andrebbero a
produrre formazioni fruttifere (rami misti e brindilli) di durata limitata.
Per evitare questa
deriva si interviene, in estate, aprendo il centro della pianta e speronando i
rami in eccesso, seguendo la logica del modulo “18–22”. L’obiettivo è
migliorare la penetrazione della luce e distribuire in modo uniforme la
vigoria, favorendo l’induzione di strutture a frutto nella parte basale della
chioma.
L’esperienza di campo
ha inoltre evidenziato che, rispetto alle indicazioni classiche del sistema
Mataix (solo 4 leader), è possibile mantenere anche 7–8 branche principali assurgenti
ben distribuite a corona, adattando il modello alle condizioni specifiche
dell’impianto.
La gestione estiva
viene eseguita con cautela: si effettuano solo interventi leggeri all’interno
della chioma per favorire l’ingresso della luce e dei prodotti fitosanitari
(per fine luglio), rimandando i tagli più incisivi a fine estate (agosto-settembre)
per evitare ricacci indesiderati.
Nel ciclo successivo si
avvia una chiara differenziazione: alla base, in corrispondenza dei tagli
estivi, si formano le gemme a fiore (primo palco produttivo), mentre nella
parte alta si sviluppa la vegetazione destinata alla costruzione del secondo
palco. Questo schema, ripetuto per più anni, consente di ottenere una pianta
equilibrata e produttiva.
Lo stesso principio si
applica anche ai sistemi colonnari: cambia la forma, ma non la logica
agronomica, che resta basata su controllo della vigoria, distribuzione della
luce e costruzione ordinata della chioma.
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Nota editoriale:
Contenuto originale a
cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto di
strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di
valorizzazione tecnica.
Attività
divulgativa svolta in collaborazione con:



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