Melograno: formazione e potatura nel sistema israeliano

Potatura di produzione invernale
In questo melograneto osserviamo un sistema di allevamento a Y trasversale, di impostazione israeliana, che permette di organizzare la chioma su una struttura di pali e fili, sostenendo le branche e rendendo più agevoli potatura e raccolta. La naturale tendenza cespugliosa del melograno viene così guidata verso una struttura ordinata e accessibile.
Il primo elemento da
osservare è però sotto i nostri piedi: la sistemazione del terreno in baule.
Collocare le piante nella parte rialzata, assicurando lo sgrondo delle acque,
aiuta a prevenire ristagni e asfissia radicale. È una soluzione raccomandata da
molti disciplinari per i terreni pesanti.
La costruzione della
chioma parte da materiale vivaistico sano e ben radicato, generalmente ottenuto
da talea. Nel sistema illustrato, l’astone viene raccorciato a circa 80–90 centimetri
dal terreno, selezionando successivamente i germogli meglio posizionati. Le
giovani branche vengono distribuite sui due lati e accompagnate lungo i fili
mediante legature morbide, evitando strozzature. Si forma così un’impalcatura
sulla quale organizzare la futura produzione.
Con la potatura si
cerca di mantenere ramificazioni produttive relativamente corte e vicine alle
branche principali, limitando gli allungamenti eccessivi e favorendo il
rinnovo. Questa organizzazione facilita la gestione del carico, ma la pezzatura
dipende anche da varietà, numero di frutti, irrigazione e nutrizione: il solo
raccorciamento dei rami non garantisce melagrane più grandi.
Durante il riposo
vegetativo si parte dalla pulizia del “Palmo della mano”, la zona di apertura
delle branche, eliminando secco, intrecci e ricacci inutili. Si conservano le
strutture fruttifere ben posizionate, evitando di impoverire la chioma.
L’Università della California sottolinea l’importanza di mantenere giovani
ramificazioni per sostituire quelle meno produttive e di evitare potature
estive indiscriminate.
Non tutti i succhioni
sono da eliminare. Quelli inseriti nel primo tratto delle branche possono
essere selezionati, inclinati e utilizzati per un ricambio graduale. In estate,
la vegetazione conservata contribuisce anche all’ombreggiamento: aprire la
pianta deve migliorare la distribuzione della luce senza esporre eccessivamente
i frutti alle scottature.
Il controllo dei
polloni basali e un’irrigazione equilibrata completano il lavoro. Evitare
stress idrici ed eccessi d’acqua aiuta a contenere le spaccature. Una
produzione di qualità si costruisce nel tempo, mantenendo radici efficienti,
chiome funzionali e strutture produttive capaci di rinnovarsi.
CLICCA PER ULTERIORI INFORMAZIONI
Nota editoriale:
Contenuto
originale a cura del Dottore Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con
il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi,
informativi e di valorizzazione tecnica.
Attività
divulgativa svolta in collaborazione con:



Commenti
Posta un commento