Olivicoltura nel “Deserto” siciliano: quando la tecnica costruisce verde, reddito e futuro
Questa non è una prova da scartare. Anzi: è una di quelle esperienze che obbligano a rivedere molte convinzioni sull’olivo, soprattutto in ambienti difficili. Siamo nell’azienda “Agri Casalicchio”, con Antonio e Giuseppe Casalicchio, su terreni fortemente argillosi, poveri di sostanza organica, soggetti a compattamento e con problemi strutturali evidenti. Un contesto dove, diciamolo senza giri di parole, fare olivicoltura senza metodo significa fallire. Qui sono state portate avanti due prove reali di campo, una a vaso Zaragoza e una a parete a monoasse. Antonio tirerà le somme per decidere da quale parte andare. La parete a monoasse è sicuramente la più performante, secondo Antonio, per la praticità di realizzazione e gestione. Ma anche il vasetto “ZaragoZa”, con un sesto di impianto 6,00 × 3,00 m, intorno a 550 piante per ettaro, è da considerare con molta attenzione in una moderna olivicoltura. Una densità tecnicamente equilibrata e perfettamente gestibile anche dal punto di v...