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Kaki ad altissima densità: a Cellole (Caserta) prende forma il monoasse colonnare MACVitelli

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Siamo a Cellole, nell’Azienda Agricola Cipolletta: una realtà che sperimenta direttamente in campo. Su terreni con falda superficiale, il kaki viene coltivato su baula pronunciata, con ala gocciolante, inerbimento e trinciatura, per migliorare drenaggio e ossigenazione delle radici. Il punto di partenza rimane il sistema Mataix , che ha rivoluzionato la potatura del kaki valorizzando i rami vigorosi come strutture di rinnovo. Da questa esperienza nasce il MACVitelli – Mono Asse Colonnare Vitelli , una forma di allevamento, nata dalla intuizione dell’Agronomo Vito Vitelli, pensata per passare dalla gestione del volume alla costruzione di una parete produttiva sottile, ordinata e facilmente gestibile da terra. Confronto mataix sinistra macvitelli destra La pianta viene mantenuta intorno ai 2 metri e organizzata su un asse centrale, dal quale si sviluppano corte ramificazioni fruttifere distribuite su un massimo di tre palchi. Due germogli interni, i “timonieri”, assicurano la prosecu...

Xylella: Dal Germoplasma di Córdoba nuove risorse rer l’Olivicoltura

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# 5thEuropeanConferenceOnXylellafastidiosa La lotta alla Xylella fastidiosa passa anche dalla biodiversità. La Banca Mondiale del Germoplasma Olivicolo di Córdoba, istituita nel 1970 e gestita dall’IFAPA, conserva oltre  1.200 accessioni provenienti da 29 Paesi, riconducibili a circa 750 cultivar. Un patrimonio genetico straordinario, fondamentale non soltanto per custodire la storia dell’olivo, ma soprattutto per costruirne il futuro. La caratterizzazione di 1.273 accessioni mediante marcatori molecolari EST-SNP ha permesso di distinguere 668 genotipi, facendo emergere anche numerosi casi di sinonimia e omonimia. Conservare, quindi, non basta: il materiale genetico deve essere correttamente identificato, valutato e reso disponibile per la ricerca e il miglioramento varietale. Nell’ambito dei programmi nazionali e internazionali dedicati a Xylella , sono state selezionate 80 cultivar rappresentative della diversità genetica e agronomica della collezione. Le valutazio...

Pesco: Innovare significa gestire l’equilibrio della pianta

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La moderna gestione del pescheto non può più essere interpretata come una semplice successione di potature, concimazioni, irrigazioni e trattamenti. L’obiettivo è costruire e mantenere nel tempo un corretto equilibrio tra suolo, radici, chioma e produzione , intervenendo in funzione delle reali esigenze fisiologiche della pianta. Tutto parte dal terreno. Nei suoli argillosi e compatti è fondamentale favorire drenaggio e ossigenazione dell’apparato radicale, ricorrendo, quando necessario, ad arieggiamenti profondi dell’interfilare mediante aratro talpa. Nelle situazioni maggiormente esposte a ristagno è inoltre consigliabile realizzare letti di coltivazione rialzati (Baula) , ben pronunciati e indicativamente di almeno 35-40 cm. Nei terreni salini o sodici può risultare utile l’apporto di calcio sotto forma di solfato di calcio (Gesso) , purché associato a un’efficiente gestione irrigua e soprattutto a un adeguato drenaggio, condizione indispensabile per favorire la progressiva lisc...

Xylella: Il Sovrainnesto preventivo per Salvare gli Olivi monumentali

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Salvare un olivo monumentale non significa soltanto mantenere in vita una pianta, ma proteggere un patrimonio genetico, storico e paesaggistico che nessun nuovo impianto potrebbe ricostruire. Sono stati condotti studi per valutare il sovrainnesto di piante suscettibili con cultivar resistenti come misura preventiva contro il Complesso del disseccamento rapido dell’olivo, causato in Puglia da Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53. Le precedenti esperienze condotte su alberi già gravemente sintomatici avevano registrato numerosi fallimenti. Quando il batterio ha colonizzato estesamente i vasi xilematici e la pianta ha perso buona parte della propria funzionalità idraulica, sostituire la chioma può essere ormai inutile. La nuova strategia cambia quindi completamente prospettiva: non innestare per tentare di recuperare una pianta compromessa, ma intervenire prima dell’infezione o durante le sue fasi iniziali. L’indagine ha interessato quattro siti della provincia di Br...

Mandorlo: Una Seconda vita con la Potatura di Riforma

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Questa è l’ultima operazione necessaria per completare la formazione della chioma secondo il sistema Zaragoza. Ci troviamo in un mandorleto di oltre cinquanta anni, sottoposto due anni fa (2023) a una potatura di riforma (il video risale al 2025). Sui vecchi tronchi e sulle branche principali si è sviluppata una vegetazione giovane e vigorosa, progressivamente organizzata per ricostruire la capacità produttiva delle piante. Operazione calmierante  La risposta ottenuta dimostra che un mandorleto anziano, quando presenta strutture legnose sufficientemente sane e un apparato radicale ancora efficiente, può ricevere una seconda possibilità. La riforma non può recuperare piante gravemente compromesse da carie o patologie del legno, ma consente di valorizzare esemplari ancora vitali e già perfettamente adattati all’ambiente. Dopo la potatura di riforma Dopo tagli importanti, il mandorlo reagisce producendo numerosi germogli vigorosi e verticali. Questa vegetazione serve inizialmente ...

Limone Interdonato: ottobre nella piana del Sele parte la raccolta

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Nella Piana del Sele, a partire dal mese di ottobre, prende il via la raccolta dell’Interdonato, una delle cultivar di limone più precoci del Mediterraneo. Siamo negli impianti della Lemon Group, dove le piante, giunte al quinto anno, hanno raggiunto un buon equilibrio vegeto-produttivo, con una resa stimata intorno ai 60–70 kg ciascuna. L’Interdonato è una cultivar di origine siciliana, selezionata alla fine dell’Ottocento lungo la costa ionica messinese. Considerato un ibrido naturale tra limone e cedro, è conosciuto anche come “limone nostrano” o “Liscione”. In Sicilia la raccolta può iniziare già alla fine di settembre, mentre nella Piana del Sele parte generalmente dalla metà di ottobre e prosegue per tutto novembre. Limone interdonato prossimo alla raccolta Il frutto presenta forma allungata, umbone pronunciato, buccia sottile e poco rugosa, con semi scarsi o assenti. All’inizio della maturazione commerciale può rimanere parzialmente verde, soprattutto alle estremità. Non bis...

Kaki Rojo brillante: Progettare Un Impianto Moderno

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La realizzazione di un nuovo diospreto non può limitarsi alla scelta della varietà e del sesto d’impianto. Occorre progettare un sistema nel quale terreno, portinnesto, densità, irrigazione, forma della chioma e organizzazione post-raccolta siano perfettamente coordinati. Rojo Brillante è una cultivar individuata intorno al 1940 nella Ribera del Xúquer, in provincia di Valencia, probabilmente come mutazione spontanea della varietà Cristalino. La pianta è vigorosa, assurgente, a fioritura tardiva e produce esclusivamente fiori femminili. In assenza di impollinazione forma frutti partenocarpici e privi di semi. I frutti sono grossi, mediamente di 300–350 grammi, con buccia rosso-arancio brillante, polpa compatta e grado zuccherino di 14–16 °Brix. La cultivar appartiene al gruppo CFA, corrispondente alla classificazione internazionale PCA: i frutti rimangono astringenti indipendentemente dalla presenza dei semi. Per commercializzarli anc...

Mandorlo moderno: progettare l’impianto prima di piantare

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Un mandorleto moderno non è semplicemente un impianto con un maggior numero di piante per ettaro. È un sistema nel quale ambiente, terreno, portinnesto, varietà, densità, forma della chioma, irrigazione e modalità di raccolta devono essere perfettamente coerenti tra loro. La progettazione comincia dalla vocazionalità del sito. Occorre valutare il rischio di gelate tardive, le condizioni climatiche durante la fioritura, la profondità e il drenaggio del terreno, il contenuto di calcare attivo, la salinità, la disponibilità idrica e l’eventuale presenza di nematodi e altri agenti nocivi del suolo. Il mandorlo tollera il calcare e una moderata siccità, ma soffre fortemente il ristagno idrico e l’asfissia radicale. Per la preparazione del terreno al trapianto è sempre consigliabile una ripuntatura alla profondità di 70–90 cm, eseguita con terreno asciutto nelle due direzioni perpendicolari oppure a 45 gradi. Nei terreni argillosi o caratterizzati da drenaggio lento è opportuno realizzar...