Post

Nocciolo: riformare la chioma, ripensare il futuro

Immagine
A tre anni dalla potatura di riforma, il noccioleto mostra un cambiamento evidente. I tronchi si sono irrobustiti, le chiome sono più compatte e, nelle piante osservate, l’attività pollonifera si è sensibilmente ridotta. Eliminati i pochi polloni presenti, emerge una struttura più ordinata e accessibile, che si avvia verso un nuovo equilibrio vegetativo e produttivo. Monocaule Zaragoza durante la formazione Il percorso valorizza ramificazioni corte, ben distribuite e capaci di sostenere la produzione. Il carico di nocciole favorisce la curvatura dei rami, contribuendo a moderarne lo sviluppo verticale, mentre la gestione della chioma mantiene luce e rinnovo vegetativo. L’Oregon State University sottolinea proprio l’importanza dell’illuminazione nel nocciolo, ricordando che raccorciamenti troppo severi possono stimolare ricacci vigorosi e nuovo ombreggiamento. Monocaule Zaragoza dopo due cicli vegetativi Questa trasformazione apre la strada all’infittimento. Inserendo una pianta tra...

Olivo nel Salento: riformare la chioma, rinnovare il futuro

Immagine
Nel Salento, tra i filari di un’azienda olivicola, passato e futuro si osservano a pochi metri di distanza. Da una parte olivi con strutture legnose ingombranti, vegetazione concentrata in alto e chiome progressivamente spogliate nella zona basale e mediana. Dall’altra, piante sottoposte a potatura di riforma che stanno ricostruendo una chioma bassa, ramificata e accessibile. I primi interventi di topping ed edging Il percorso è iniziato a marzo 2026 con un taglio del tronco intorno a 110–120 centimetri. Alla visita dell’11 luglio 2026, la ripresa vegetativa è evidente. Si valorizzano il sistema radicale esistente, quando sano ed efficiente, e una porzione del tronco per ricostruire totalmente la parte aerea. La ricerca internazionale conferma che i tagli severi possono stimolare una forte ricrescita: questa energia va guidata, perché vigore e produzione non sono la stessa cosa. Nel Salento, tra i filari di un’azienda olivicola, passato e futuro si osservano a pochi metri di distanza...

Bergamotto: dal campo alla filiera, il valore di crescere insieme

Immagine
Bergamotteto di Mario Ianno' dopo il trapianto Il tramonto sullo Stretto accompagna la conclusione della giornata nel bergamotteto di Mario Iannò. Dopo la visita a una struttura di trasformazione nei pressi di Reggio Calabria, ci ritroviamo tra le piante per raccogliere impressioni e ragionare sulle prospettive di questa coltura. Oltre cinquanta partecipanti, tra produttori, tecnici e trasformatori, hanno condiviso un’occasione concreta di confronto. Bergamotteto di Mario Ianno' a due anni dal trapianto Mario ricorda i dubbi iniziali, quando il terreno era invaso dalle erbe e immaginare un impianto moderno sembrava un’utopia. Oggi le piante raccontano un cambiamento costruito con indicazioni tecniche e impegno quotidiano. La sistemazione in baule, la doppia ala gocciolante, la protezione del tronco e la gestione della chioma sono tasselli di un progetto adattato alle caratteristiche dell’appezzamento. Il risultato nasce dalla coerenza delle scelte e dalla continuità del lavor...

Agrumi del gruppo “Navel”: piante compatte e produzione precoce

Immagine
Agrumeto ad alta densità con infittimento in provincia di Matera In un agrumeto della provincia di Matera, osserviamo piante di varietà del gruppo Navel che, a circa due anni e mezzo dal trapianto, mostrano chiome cespugliate e una prima fruttificazione interessante. L’impianto sta cambiando: tra gli alberi esistenti sono state inserite nuove piante, passando dal sesto di 5 × 4 metri a 5 × 2 metri, con 1.000 piante per ettaro. L’obiettivo è occupare prima lo spazio disponibile con vegetazione produttiva, limitando la necessità di costruire lunghe branche. I cinque metri tra le file vengono mantenuti per consentire il passaggio dei mezzi e la gestione dell’impianto, mentre sulla fila prende forma una parete continua. Piante in produzione a meno di tre anni dal trapianto La ricerca internazionale offre riscontri a questa impostazione. Una sperimentazione sul mandarino Nagpur, pubblicata su Scientific Reports , ha rilevato maggiori produzioni per ettaro negli impianti più fitti, sopra...

Bergamotto sullo “Stretto di Messina”: dall’impianto alla filiera

Immagine
Bergamotteto di Mario Iannò 2024 Il 30 luglio 2024 concludiamo la nostra giornata nell’impianto di bergamotto di Mario Iannò di Catona (Reggio Calabria), sui terrazzamenti affacciati sullo Stretto, sollo sfondo si vede Messina. Nella prima parte dell’incontro abbiamo superato i 50 partecipanti; ora, mentre il sole tramonta dalla parte della Sicilia, ci concediamo un aperitivo tra i filari. È anche il momento di ripercorrere ciò che abbiamo osservato in campo. Bergamotteto di Mario Iannò 2026 La parte principale dell’impianto è stata trapiantata nel marzo 2023. Le piante della porzione inferiore e alcune di quella superiore risalgono invece al marzo 2024. Il sesto è di 4 metri tra le file e 2 metri sulla fila: una scelta che consente di costruire rapidamente una vegetazione continua, ma che richiederà di seguire con attenzione lo sviluppo delle chiome e la penetrazione della luce. Negli agrumeti ad alta densità, la gestione della chioma è fondamentale per mantenere produttive le d...

Olivo a parete: la qualità comincia in vivaio

Immagine
Piante di olivo vivai "Iocoli" in fase di accrescimento Presso i Vivai Iocoli di Sant’Arcangelo , con i suggestivi calanchi lucani sullo sfondo, osserviamo giovani piante di olivo autoradicate. Le temperature ancora elevate stimolano la vegetazione, ma la crescita più importante, in questa fase, avviene nel vaso. Francesco Iocoli ci mostra una pianta invasata da appena uno o due mesi: l’asse si allunga e le radici stanno già colonizzando il substrato. Piante di olivo vivai "Iocoli"  pronte al trapianto Le piante sono accompagnate da un tutore per ottenere un asse diritto, sul quale costruire la futura parete produttiva. Prima del trapianto non cerchiamo soltanto una pianta alta: verifichiamo che sia sana, equilibrata e dotata di un buon apparato radicale. L’autoradicazione da talea è una tecnica consolidata nell’olivo, anche se la capacità di radicare varia tra le cultivar. www.sciencedirect.com Barriera frangivento di olivo cv leccino realizzata con  piante di ol...

Agrumi a Pisticci (Matera): la chioma si costruisce senza fretta

Immagine
Sistema di irrigazione a goccia doppia ala gocciolante Nell’agro di Pisticci visito l’agrumeto di Gaetano Laviola. Le piante sono state messe a dimora nel maggio 2023 e, quando giriamo il video nell’aprile 2025, non hanno ancora compiuto due anni. Le chiome sono già ben sviluppate e la fioritura riempie l’aria di profumo. Gaetano non è agrumicoltore di professione, ma segue l’impianto con passione e attenzione. I risultati sono sorprendenti. Evoluzione agrumeto La chioma non è stata costruita con tagli drastici. Siamo intervenuti quattro o cinque volte, cimando i germogli più vigorosi (15-20 cm) quando raggiungevano circa 30–40 centimetri. Così hanno prodotto nuove ramificazioni; anche i rami lasciati crescere e poi piegati dal proprio peso si sono rivestiti di vegetazione. Negli agrumi giovani conservare una buona superficie fogliare favorisce la crescita e aiuta la pianta a sostenere i primi frutti. Per questo le indicazioni dell’Università della California raccomandano potature co...

Olivo a Monoasse: il frangivento che protegge e produce

Immagine
Barriera frangivento olivo protegge mandorleto Lungo il mandorleto osserviamo una parete di olivi allevati a monoasse, distanziati di due metri. A sei anni dall’impianto hanno già superato i sei metri di altezza, formando una barriera viva, stretta e continua. Poco distante, un vecchio frangivento gestito ad alberello mostra una struttura meno uniforme: un confronto che mette in evidenza quanto la tecnica di allevamento possa incidere sulla distribuzione della vegetazione e sulla funzionalità della parete. Pianta monoasse prima della potatura Ci spostiamo in controluce per osservare il fogliame. È qui che riconosciamo la caratteristica da mantenere: una semitrasparenza diffusa , che permetta al vento di attraversare la chioma perdendo velocità. Le indicazioni tecniche della FAO confermano l’importanza di questa permeabilità: una barriera troppo compatta può generare turbolenze , mentre grandi aperture possono favorire accelerazioni locali dell’aria. Occorre quindi conservare una vege...

Limone Interdonato nella piana del “Sele”: la produzione si nasconde tra le foglie

Immagine
A luglio 2025 torniamo nel limoneto di Interdonato che avevamo visitato tra marzo e aprile, prima della fioritura. Da lontano i frutti quasi non si vedono: sono verdi e si confondono con le foglie. Avvicinandoci, però, scopriamo limoni già di buona pezzatura, a circa tre mesi dalla raccolta. Lieve pallore per la nutrizione moderata durante l’allegagione. Le piante appaiono leggermente ingiallite. Durante l’allegagione abbiamo contenuto gli apporti nutrizionali per evitare una spinta vegetativa eccessiva. A partire da metà luglio riprenderemo gradualmente la nutrizione, attraverso fertirrigazione e interventi fogliari mirati (sulla base dei risultati delle analisi fogliari), per accompagnare l’ingrossamento dei frutti. È un equilibrio da seguire con attenzione: i giovani germogli possono competere con i frutticini per le risorse, ma una carenza nutrizionale riduce anche la capacità delle foglie di produrre gli zuccheri necessari a sostenerli. L’obiettivo è moderare il vigore, senza in...