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Basi Genetiche della Resistenza dell'Olivo alla Xylella fastidiosa

Ecco una sintesi rigorosa dei meccanismi molecolari e genetici che mediano la risposta dell'olivo all'infezione da Xylella fastidiosa , basata sull'analisi comparativa tra la cultivar resistente (Leccino) e quella suscettibile (Ogliarola Salentina). 1. Architettura Genomica e Sistema Immunitario Il sequenziamento a livello cromosomico ha dimostrato che Leccino e Ogliarola Salentina condividono una forte somiglianza genetica e antenati comuni . Il sistema immunitario delle piante si basa su due livelli: i recettori di superficie (PRRs) che riconoscono i profili molecolari associati ai patogeni (PAMPs), e i recettori intracellulari (NLRs) che riconoscono gli effettori di virulenza . Il numero totale dei geni immunitari è pressappoco identico tra le due cultivar; pertanto, la resistenza del Leccino non è legata a una differenza quantitativa, ma a una diversa configurazione qualitativa dei recettori . 2. Espansione dei Recettori LRR-RLK e MIK2-like Il genoma del Leccino è ca...

Una seconda opportunità per gli arboreti privi di baulatura

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agrumeto con due solchi - baula La preparazione del terreno rappresenta uno degli investimenti più importanti nella realizzazione di un frutteto moderno. Eppure, in molti impianti, una delle operazioni più utili per il futuro delle piante viene spesso trascurata: la baulatura. solchi - baula durante la preparazione La baula consiste nella creazione di un leggero rialzo lungo il filare, capace di migliorare il drenaggio dell'acqua e aumentare la disponibilità di ossigeno nella zona esplorata dalle radici. Una tecnica oggi considerata fondamentale negli impianti moderni di agrumi, olivo, kaki, melograno, mandorlo e pistacchio e molte altre specie. Quando questa operazione non viene eseguita al momento dell'impianto, non significa però aver compromesso definitivamente il futuro della coltivazione. Secondo il Dottore Agronomo Vito Vitelli, nella maggior parte dei casi è possibile intervenire successivamente ottenendo risultati molto interessanti. presenza di cotico erboso tra i...

Olivo a parete in Umbria: meno potatura, più fisiologia

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La parete uniforme dopo due anni  In Umbria, in un giovane oliveto di Leccio del Corno di appena due anni, stanno comparendo le prime produzioni. Non sono ancora i numeri a fare la differenza, ma il segnale che le piante stanno entrando in equilibrio vegeto-produttivo. L'aspetto più interessante è che questo risultato è stato ottenuto intervenendo pochissimo sulla chioma. La gestione iniziale si è limitata alla formazione di un tronco libero di circa 60 cm e alla scelta di un asse centrale, accompagnato mediante un tutore inserito in una semplice struttura a parete con fili e pali, simile a quelle utilizzate in vite e pesco. Piante allevate a Monoasse e strutture Da quel momento è stata la fisiologia della pianta a fare il resto. Le ramificazioni laterali che tendono a competere con l'asse centrale aumentano progressivamente il proprio angolo di inserzione. Perdendo vigore, iniziano a ramificare, si appesantiscono con la fruttificazione e si incurvano naturalmente. Sulle...

Paesaggi dell’Oltrepò Pavese tra oliveti e storia: costruire oggi l’oliveto del futuro

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Tra le colline lombarde dell’Oltrepò Pavese, dove l’olivo rappresenta una coltura di nuova introduzione, l’Azienda Agricola Vercoli sta sviluppando un interessante progetto di olivicoltura moderna seguito dal Dottore Agronomo Vito Vitelli. L’obiettivo non è semplicemente coltivare olivi, ma costruire impianti efficienti, sostenibili e capaci di produrre reddito nel lungo periodo. Il punto di partenza è la corretta formazione delle giovani piante attraverso il sistema ZaragoZa®, una metodologia che pone al centro l’architettura della chioma. Dopo la capitozzatura dell’astone a circa 90-100 cm dal colletto, la pianta viene guidata verso la formazione di un tronco regolare e di una struttura pluriramificata equilibrata. Attraverso interventi di topping ed edging si favorisce la nascita di numerose ramificazioni ben distribuite, creando una chioma luminosa, arieggiata e facilmente gestibile. Numerose ricerche internazionali confermano come la corretta gestione della chioma migliori l’i...

INCONTRI DI MANDORLICOLTURA INNOVATIVA: WEBINAR E VISITE GUIDATE MANDORLETI IN VENETO

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  Dalla progettazione del filare alla gestione del sottofila:  il futuro del mandorlo passa dall'innovazione CLICCA PER ISCRIVERTI GRATUITAMENTE Due giornate tecniche ANFIS con il Dottore Agronomo Vito Vitelli 📅 10 giugno - ore 20,30 - Webinar online 📅 11 giugno - ore 15,00 - Prova pratica in campo a Bussolengo (Verona) La mandorlicoltura moderna richiede oggi impianti efficienti, gestione razionale della chioma, uso intelligente dell'acqua, riduzione dei costi e maggiore sostenibilità ambientale. Per approfondire questi temi, ANFIS – Associazione Nazionale Filari Sostenibili , ideata e promossa da Fabrizio Bertoluzzo , organizza un doppio appuntamento dedicato alle più moderne strategie di coltivazione del mandorlo. Protagonista dell'iniziativa sarà il Dottore Agronomo Vito Vitelli , da anni impegnato nella diffusione di modelli innovativi di mandorlicoltura basati su fisiologia vegetale, gestione della luce, sistema Zaragoza, irrigazione di precisione e soste...

Pistacchio tradizionale: la potatura di riforma per costruire una nuova pianta produttiva

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Anche nei pistacchieti tradizionali allevati secondo criteri ormai superati è possibile intervenire per recuperare efficienza produttiva, equilibrio vegetativo e facilità di gestione. In un impianto dell’Agrigentino, coltivato in condizioni particolarmente difficili a causa della forte salinità dell’acqua irrigua, il Dottore Agronomo Vito Vitelli sta seguendo un interessante percorso di riforma della chioma secondo i principi del sistema Zaragoza. Sistema tradizionale Siciliano Molti pistacchieti siciliani presentano ancora tronchi molto alti e poche branche principali lasciate sviluppare liberamente, spesso decombenti fino a sfiorare o addirittura strisciare sul terreno. Con il passare degli anni queste strutture tendono ad accumulare molto legno, spostando progressivamente la vegetazione produttiva verso la periferia della chioma. Si ottengono così piante grandi ma poco efficienti, con scarsa illuminazione interna e una limitata presenza di rami realmente produttivi. Pianta dopo tr...