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Омолаживающая обрезка оливы в богарных условиях: от объёмного дерева к продуктивному

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Мы находимся на Сицилии, в оливковом хозяйстве в провинции Энна, где насаждения до сих пор управляются по традиционной системе. Деревья высокие, с избыточной древесной массой и несбалансированной кроной, в которой вегетативная составляющая преобладает над продуктивной. На протяжении многих лет предпринимались попытки вмешательства с помощью «мягкой» обрезки, направленной на сокращение древесной массы и стимулирование плодоношения, однако полностью исправить исходную структуру не удалось. По этой причине около двух лет назад была проведена омолаживающая обрезка на одном опытном дереве, расположенном в краевой части участка. Это было осознанное техническое решение: работа с периферийным деревом позволяет отслеживать его развитие, не влияя на общее управление насаждением, и объективно оценить результаты перед масштабированием вмешательства. видео До реформирующей обрезки дерево демонстрировало все типичные ограничения традиционной системы: выраженный вертикальный рост, избыток структу...

Sistema classico Zaragoza: confronto tra “Penta” e “Makako” nel cuore della Spagna

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Trovandomi a Saragozza, non potevo non documentare in campo il sistema classico “Zaragoza”, nato proprio in questo territorio da un’idea congiunta degli agronomi Vito Vitelli e Jordi Mor Gaya, e oggi punto di riferimento per la mandorlicoltura e l’arboricoltura moderna. L’impianto osservato è realizzato con sesto 5 metri tra le file × 2 metri sulla fila (circa 1.000 piante/ha) e presenta una struttura semplice ed efficace: tronco pulito fino a circa 80 cm e successiva organizzazione ordinata delle ramificazioni produttive. La particolarità del rilievo sta nella possibilità di confronto diretto tra due varietà disposte su parcelle adiacenti: “Penta” e “Makako”, entrambe ottenute dal centro di ricerca CEBAS-CSIC di Murcia (Spagna), istituzione di rilievo internazionale nel miglioramento genetico del mandorlo. L’impianto, realizzato nel 2020, evidenzia una buona entrata in produzione e un equilibrio vegeto-produttivo già ben definito. Le piante si presentano compatte, con internodi co...

Mandorleto ZaragoZa® al secondo anno: la potatura calmierante che costruisce la produzione

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Un impianto di mandorlo impostato secondo il sistema ZaragoZa®, realizzato tra gennaio e febbraio 2024, si presenta a luglio 2025 (momento in cui viene realizzato il video) con due cicli vegetativi completi. Le piante, nel corso dei due cicli, hanno già ricevuto due/tre interventi di topping e due di edging, fondamentali per impostare la struttura a cespuglio e stimolare lo sviluppo delle ramificazioni laterali. Dopo una crescita diffusa della chioma, si interviene ora con una fase chiave: l a potatura “Calmierante” . L’operazione è leggera e interessa esclusivamente le cime dei germogli, con tagli di pochi centimetri. Un intervento apparentemente semplice, ma con un effetto fisiologico decisivo. La riduzione delle cime consente di contenere la dominanza apicale dei germogli più vigorosi (“bulli”), principali responsabili della produzione di auxine e del richiamo delle risorse verso l’alto. Interrompendo questo meccanismo, la pianta redistribuisce le energie verso le ramificazioni ...

Nuovo impianto di mandorlo in Salento: avvio del sistema Zaragoza

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Nel territorio del Salento, in provincia di Brindisi, accanto agli oliveti compromessi dalla Xylella fastidiosa, si osservano sempre più interventi di riconversione produttiva. Tra le soluzioni adottate, il mandorlo rappresenta una scelta concreta e strategica. In questo caso si è partiti dall’espianto di un vecchio mandorleto gestito con criteri tradizionali, per avviare un nuovo impianto secondo il sistema Zaragoza. Le condizioni del suolo non hanno consentito una rippatura profonda, per cui si è optato per una lavorazione localizzata mediante frantumazione del terreno su volumi di circa 60-70 cm di larghezza × 80 cm di profondità. Questo intervento, seppur più oneroso, consente di creare un ambiente favorevole allo sviluppo radicale iniziale, concentrando acqua e nutrienti nella zona lavorata. La piantumazione è stata eseguita con trapiantatrice. Subito dopo si è proceduto al taglio dell’astone a circa 90–95 cm, mantenendo il punto di innesto sempre ben esposto all’aria. La pian...

Pero a monoasse e olivo frangivento: gestione integrata per stabilità produttiva

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Nel pereto a monoasse la gestione tecnica ruota attorno a un obiettivo preciso: mantenere continuità produttiva lungo l’asse, evitando accumuli di vigoria e zone improduttive. Tra novembre e febbraio l’arieggiamento con aratro talpa migliora drenaggio e ossigenazione radicale, creando le condizioni per una ripresa vegetativa equilibrata. In stagione, le infestanti si gestiscono prioritariamente in modo meccanico; eventuali interventi localizzati richiedono precisione operativa e protezione del tronco, intervenendo su vegetazione giovane. La potatura invernale è il principale strumento di regolazione. Le ramificazioni vigorose prive di gemme a fiore vengono speronate a 5–7 cm per stimolare rinnovo vegetativo. I rami con gemme basali si accorciano a 10–15 cm per garantire produzione e rigenerazione nello stesso ciclo. Le femminelle flessibili non si toccano, perché rappresentano la continuità produttiva del sistema. L’intervento deve interessare l’intero asse, evitando squilibri tra ...

Riforma degli impianti tradizionali di kaki nel Casertano: dare una seconda vita alle piante

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Nel Casertano la coltivazione del kaki ha oltre un secolo di storia. In queste aree sono ancora presenti numerosi impianti tradizionali costituiti da varietà storiche come Kaki Vaniglia , “ Ukakis” e le cosiddette “ Lignasante” . Negli ultimi decenni si è poi diffusa anche la varietà “ Rojo Brillante” , a polpa soda astringente alla raccolta, oggi molto conosciuta dal punto di vista commerciale. Si tratta di una coltura che rappresenta pienamente il territorio e la sua vocazionalità agricola. Tuttavia, questa forte tradizione non è sempre stata accompagnata da un’evoluzione delle tecniche agronomiche di coltivazione. In molti casi gli impianti sono rimasti impostati secondo criteri ormai superati, con piante che nel tempo hanno sviluppato una massa legnosa importante ma una capacità produttiva progressivamente ridotta. Durante una visita tecnica nel Casertano, l’Agronomo Vito Vitelli ha osservato un impianto di circa vent’anni che presentava proprio queste caratteristiche: piante...

Riforma degli impianti tradizionali di kaki: prove dimostrative per rinnovare la struttura produttiva

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Nel territorio di Caserta , in uno dei comprensori storicamente più vocati alla coltivazione del kaki, l’ Agronomo Vito Vitelli sta conducendo alcune prove dimostrative di riforma su impianti tradizionali. Si tratta di frutteti gestiti da molti anni con sistemi classici, nei quali nel tempo si è progressivamente instaurato uno squilibrio fisiologico della pianta: aumento della massa legnosa e riduzione delle formazioni fruttifere. L’approccio adottato non prevede interventi drastici sull’intero impianto, ma l’introduzione graduale di prove di riforma su singole piante , al fine di valutarne l’evoluzione nel corso dei mesi e degli anni successivi. Questo metodo consente all’azienda di osservare direttamente l’efficacia dell’intervento prima di estenderlo a tutta la superficie. Durante la dimostrazione è stato eseguito un taglio di riforma a circa 70 cm dal suolo, con inclinazione di circa 45° , con l’obiettivo di stimolare l’emissione di nuovi germogli vigorosi alla base della pian...

Oliveto moderno: gestione integrata tra suolo, chioma e difesa

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La gestione dell’oliveto richiede oggi un approccio tecnico integrato che coordini lavorazioni del suolo, nutrizione, gestione della chioma e difesa fitosanitaria. Il protocollo tecnico elaborato nel marzo 2026 dall’Agronomo Vito Vitelli definisce una linea operativa finalizzata a migliorare equilibrio vegeto-produttivo, sanità delle piante e stabilità produttiva nel tempo. La gestione del suolo parte dall’arieggiamento profondo. Tra novembre e febbraio l’impiego dell’aratro talpa al centro dell’interfilare favorisce il drenaggio e l’ossigenazione dell’apparato radicale. Nei mesi primaverili, quando compaiono fessurazioni dovute all’aridità, si interviene con lavorazioni superficiali di 7–12 cm per ripristinare la struttura del terreno senza disturbare le radici. Nei terreni argillosi, sodici o salmastri la fertirrigazione con correttivi a base di gesso consente di migliorare progressivamente la struttura del suolo e la disponibilità degli elementi nutritivi. Il ...

Melograno "Wonderful" al terzo anno: potatura estiva e costruzione della struttura produttiva

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Nel territorio di Serradifalco, in provincia di Caltanissetta, siamo a metà agosto in un impianto di melograno varietà “Wonderful” al terzo anno di allevamento. In questa fase le piante iniziano a produrre i primi frutti, ma l’obiettivo agronomico principale resta ancora uno: costruire correttamente la struttura della pianta. L’impostazione dell’impianto segue un criterio preciso. Nei primi anni si realizza un tronco principale di circa 80–90 cm, sul quale vengono effettuati 2–3 cicli di “topping” ed “edging” negli ultimi 20–25 cm, al fine di stimolare la formazione delle ramificazioni laterali. Da questo punto si sviluppa la struttura produttiva della pianta. L’obiettivo è ottenere 3–4 fino a 6 branche principali a destra e altrettante a sinistra, creando una sorta di doppia impalcatura laterale ad “Y”, sostenuta dai pali e da due coppie fili dell’impianto. Questo sistema consente di organizzare la chioma in modo ordinato e uniforme, facilitando la gestione della pianta e rendendo...