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Pereto a monoasse: equilibrio, luce e continuità produttiva

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Nel pereto allevato a monoasse ogni intervento deve seguire una linea tecnica rigorosa: asse dominante, rinnovo costante del legno fruttifero e luce distribuita lungo tutta la parete produttiva. Tra novembre e febbraio l’arieggiamento con aratro talpa al centro dell’interfilare migliora drenaggio e ossigenazione. Un apparato radicale efficiente significa risposta nutrizionale più pronta e vigoria più equilibrata in primavera. La potatura invernale è selettiva e funzionale al sistema. Le ramificazioni vigorose senza gemme a fiore si speronano a 5–7 cm per stimolare rinnovo vegetativo. I rami vigorosi con gemme basali si accorciano a 10–15 cm, così da produrre e rigenerarsi nello stesso ciclo. Le femminelle flessibili a frutto restano integre: sono la continuità produttiva del monoasse. L’intervento deve interessare l’intero asse, dalla base alla cima, evitando sia vuoti strutturali sia accumuli di vigoria nella parte apicale. In presenza di batteriosi grave, con tronchi fortemente...

Mandorlo super-intensivo: riforma strutturale e stabilità produttiva

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La gestione del mandorlo in configurazione super-intensiva richiede una regia tecnica precisa, dove struttura, suolo e fisiologia lavorano in equilibrio. Dove sono stati commessi errori di impostazione   situazione purtroppo frequente in assenza di adeguata assistenza tecnica   la potatura di riforma, tra febbraio e marzo, riporta il tronco a 90–95 cm dal colletto per ricostruire una direttrice ordinata e reimpostare correttamente la parete produttiva. Le ramificazioni nei primi 60 cm vengono eliminate completamente; quelle superiori sono speronate a 7–10 cm per stimolare un germogliamento uniforme e ben distribuito. Durante la stagione vegetativa si eseguono due o tre passaggi di topping ed edging per modellare la parete, seguiti da interventi calmieranti da fine giugno per contenere la dominanza apicale e ristabilire l’equilibrio tra vegetazione e fruttificazione. La sanità del legno è un punto fermo: le ferite di grandi dimensioni devono essere sempre protette per pre...

Pero “Coscia” a parete a monoasse a Licodia Eubea (Ragusa): costruire struttura per produrre qualità

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Nel territorio di Licodia Eubea, al confine tra le province di Ragusa e Catania, è in fase di sviluppo un impianto di pero “Coscia” allevato a parete secondo il sistema monoasse. Il video documenta la situazione ad agosto 2025. L’impianto è stato realizzato a febbraio 2024: poco più di un anno e mezzo di crescita vegetativa, senza forzature produttive. I primi frutti significativi sono attesi dal secondo anno pieno (estate 2026). La priorità è stata esclusivamente la costruzione della struttura. Le piante, inizialmente esili, sono state sottoposte a cimatura drastica a circa 40 cm dal colletto. Da questa potatura di riforma post-trapianto sono partite diverse emissioni vigorose; tra queste è stato selezionato un solo germoglio, destinato a costituire l’asse centrale. È su questo asse che si costruisce l’intera architettura produttiva. Video Il sesto d’impianto è 2,80 m × 0,60 m. La struttura di sostegno deriva dal riutilizzo dei pali e dei fili di un ex vigneto, con l’integrazion...

Oliveto: equilibrio strutturale e gestione integrata

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La gestione tecnica impostata per la campagna invernale–primaverile si fonda su un principio chiaro: preservare la sanità del legno, mantenere attivo l’apparato radicale e contenere la vigoria senza compromettere la produttività. Difesa invernale e disinfezione Entro febbraio si procede alla protezione di tronco, branche principali e colletto con prodotti rameici, assicurando una copertura uniforme delle superfici legnose. Le ferite superiori a 10 cm devono essere ripulite accuratamente e protette con paste disinfettanti per prevenire carie e infezioni secondarie. La prevenzione in questa fase riduce l’insorgenza di patologie in primavera. Video Gestione del suolo Tra novembre e febbraio è previsto un unico passaggio centrale con aratro talpa per migliorare drenaggio e ossigenazione. Nei terreni compatti o soggetti a ristagno, la realizzazione di solchi laterali o leggere baulature favorisce la stabilità radicale. Il controllo delle infestanti privilegia la gestione meccanica...

Ristrutturazione del melograno in gestione libera: Equilibrio, Metodo e Visione Produttiva

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Nel grossetano stiamo lavorando su un melograneto gestito libero, senza impalcature, secondo un’impostazione che richiama il sistema spagnolo di Elche (Alicante). Piante non vecchie, ma compromesse da errori di gestione: topping eseguiti nei momenti sbagliati, tagli rasi, assenza di ripartenze nella parte medio-bassa. Il risultato è chiaro: vegetazione alta, base spoglia, molti polloni e scarsa efficienza produttiva. L’obiettivo tecnico definito dall’Agronomo Vito Vitelli per questa stagione è di 15 kg a pianta. Con un sesto di 5,5 x 2,5 m (circa 600 piante/ha) significa circa 100 q/ha. È un punto di ripartenza, non un traguardo. In tre-quattro anni il potenziale reale può arrivare a 40–45 kg a pianta, sfiorando i 300 q/ha. In regime biologico, dove i costi sono elevati, l’equilibrio economico passa necessariamente dall’equilibrio fisiologico. Video La ristrutturazione parte dalla lettura della pianta. Prima fase: pulizia della base. Eliminazione di polloni, shelter e sostegni o...

Mandorleto tra Ruvo e Altamura: interrompere il circolo vizioso e ristabilire l’equilibrio produttivo

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Nel territorio compreso tra Ruvo di Puglia e Altamura si osservano numerosi mandorleti non “vecchi” per età, ma invecchiati per impostazione agronomica. Il caso tipico è quello di impianti gestiti per anni con cimature apicali ripetute. Esempio di apertura di cono di luce all'interno della pianta di mandorlo Il meccanismo è noto: taglio alto, ripartenza ancora più vigorosa in alto, ombreggiamento della parte basale, progressivo impoverimento dei primi metri di tronco. Il risultato sono piante di 4–5 metri con produzione concentrata nell’ultimo metro, ricco di dardi, e completa assenza di ramificazioni fruttifere nella zona mediana e basale. Il problema non è l’altezza, ma la distribuzione di luce e linfa. Il topping meccanico consolida il difetto: richiama vegetazione apicale e accentua l’ombra alla base. Se l’intenzione è abbassare un ramo, il principio tecnico è chiaro: intervenire all’origine con un taglio basso di rinnovo. Il taglio in alto rafforza la dominanza apicale; il...

Melo a monoasse: struttura solida, luce diffusa, produzione regolare

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Nel melo allevato a monoasse l’obiettivo è chiaro: mantenere un asse dominante, continuo e ben illuminato, capace di sostenere nel tempo una parete produttiva ordinata. Il protocollo di gennaio interviene in modo coordinato su potatura, sanità invernale, suolo e nutrizione. La potatura si esegue in pieno riposo vegetativo e interessa l’intero asse, dalla base alla cima. I rami vigorosi privi di gemme a fiore si speronano corti a 5–7 cm per stimolare rinnovo controllato. I rami vigorosi con gemme a fiore basali si accorciano a 10–15 cm, così da coniugare produzione immediata e formazione di nuovi germogli. I rami flessibili a frutto non si toccano: sono la struttura produttiva principale e vanno preservati anche se lunghi. Dove necessario, una piccola incisione sopra una gemma dormiente favorisce l’emissione di nuovi germogli e mantiene attivo il ricambio. La logica è semplice: contenere la vigoria, distribuire la luce, garantire continuità produttiva. Video Sul piano sanitario, le ...

Pescheto a monoasse in provincia di Rieti: terza foglia e prime vere produzioni

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Nel gennaio 2026 siamo tornati in provincia di Rieti in un pescheto allevato a monoasse, trapiantato nel febbraio 2024. Dopo due vegetazioni l’asse è perfettamente formato e la prima produzione del 2025 ha già raggiunto circa 100 quintali per ettaro. Ora entriamo nella terza foglia e si imposta la potatura di produzione. La lettura della pianta è lineare. Si selezionano i rami misti di colore amaranto, ben inseriti lungo l’asse, ed esposti correttamente alla luce. Il legno marrone, esaurito o non funzionale, viene eliminato o speronato a 5–7 cm per favorire il rinnovo vegetativo. Se un ramo si allunga eccessivamente o si allontana dalla parete, si devia sui primi 15–20 cm utili oppure si rinnova. L’asse resta sempre il punto di riferimento. Video Su una pianta tipo sono stati selezionati 26 rami misti. Con una stima prudente di 3 frutti medi da 200 g per ramo si superano i 15 kg per pianta. Con una densità di circa 2.000 piante per ettaro significa poter raggiungere già nell’agosto 2...

Agrumeto: equilibrio tra luce, suolo e sanità vegetativa

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Il protocollo imposta una gestione essenziale e razionale: prevenzione, controllo della vigoria e tutela costante dell’apparato radicale. Dopo la raccolta e prima della fioritura si interviene con disinfezione della chioma mediante prodotti rameici, evitando la fase di bottone bianco aperto. Entro marzo si protegge anche tronco e branche principali, con attenzione particolare al colletto nelle giovani piante. La potatura di marzo–aprile è mirata e non invasiva: pulizia del “palmo della mano”, apertura di un cono di luce centrale di 55–60 cm e contenimento dei rami pendenti. L’obiettivo è mantenere aerazione interna, continuità delle strutture fruttifere e stabilità produttiva senza eccessi vegetativi. Sul piano pedologico, tra novembre e marzo un passaggio di aratro talpa migliora drenaggio e ossigenazione, soprattutto dove non è presente baulatura. In presenza di salinità si programmano fertirrigazioni correttive da aprile. Le fessurazioni primaverili si gestiscono esclusivament...

Superintensivo a monoasse: equilibrio naturale e qualità italiana nell’olivicoltura moderna

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In provincia di Caserta stanno prendendo forma nuovi impianti superintensivi impostati con criteri strutturali chiari: 4,5–5 metri tra le file e 1,20–1,30 metri sulla fila. Non soluzioni improvvisate, ma una visione tecnica precisa fondata sul sistema a monoasse . Il principio è semplice: tronco libero per i primi 60 cm, asse centrale guidato in verticale fino a 1,80–2 metri tramite tutore stabile e ben ancorato. L’asse rappresenta il “comandante” della pianta. La sua verticalità garantisce dominanza apicale e controllo dell’intera architettura. Le ramificazioni laterali, anche se vigorose, per effetto della gravità tendono naturalmente a piegarsi. Quando si curvano riducono la spinta vegetativa, rallentano la corsa verso l’alto e iniziano a ramificare. È il principio dell’autoregolazione fisiologica: meno legno inutile, più predisposizione alla fruttificazione. Il vantaggio rispetto ai sistemi caratterizzati da continui tagli meccanici è evidente. Nei primi anni non si intervien...

Oliveto a parete: progettazione e gestione del sistema monoasse ad alta densità

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L’impianto a parete rappresenta un modello strutturato e altamente razionale, dove ogni scelta  dal suolo alla raccolta  è funzionale alla costruzione di una parete produttiva continua, luminosa e meccanizzabile. Analisi preliminare e preparazione del terreno La realizzazione dell’impianto parte sempre da un’analisi fisico-chimica accurata del suolo. Il campionamento deve essere omogeneo e rappresentativo, evitando gli strati superficiali alterati. La lavorazione profonda non prevede aratura. Il protocollo impone una ripuntatura a 80–90 cm, incrociata a 45°, per rompere la compattazione e favorire l’esplorazione radicale verticale e laterale. È un passaggio determinante per evitare ristagni e limitazioni future. La sistemazione idraulica avviene mediante baulatura rialzata (35–40 cm), che migliora drenaggio e ossigenazione, riducendo il rischio di asfissia radicale. Le infestanti perenni vanno gestite prima dell’impianto, con interventi mirati e tempistiche adeguate. V...