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Perché il Leccino resiste alla Xylella? La risposta è scritta nel suo DNA

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Video # 5ªConferenzaEuropeaSuXylellafastidiosa Per anni si è pensato che il Leccino fosse semplicemente "Più resistente" alla Xylella fastidiosa . Oggi la ricerca internazionale ci permette di capire perché. La differenza rispetto a cultivar suscettibili come Ogliarola Salentina non dipende da un numero maggiore di geni della difesa, ma da un sistema immunitario più efficiente nel riconoscere precocemente il batterio. Gli studi genomici hanno individuato nel Leccino un'importante espansione dei recettori MIK2-like, vere e proprie sentinelle che percepiscono il danno provocato dalla Xylella alle pareti cellulari. Questo consente alla pianta di attivare rapidamente le proprie difese, limitando la moltiplicazione del batterio già nelle prime fasi dell'infezione. Anche il comportamento dei geni durante l'attacco è sorprendente. L'Ogliarola attiva migliaia di geni, ma in modo poco efficace. Il Leccino, invece, mette in funzione un numero più limitato di geni, ...

Screening varietale dell'olivo: perché servono anni per individuare la vera resistenza alla Xylella

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  Video # 5ªConferenzaEuropeaSuXylellafastidiosa La ricerca sulla Xylella fastidiosa sta dimostrando che la resistenza dell'olivo non può essere valutata in pochi anni. Dal 2015 sono in corso ampi screening varietali nei campi sperimentali pugliesi, dove decine di cultivar vengono monitorate annualmente in condizioni di infezione naturale. Un lavoro paziente che sta fornendo informazioni decisive per il futuro dell'olivicoltura. I primi anni di osservazione possono infatti trarre in inganno. Il batterio è caratterizzato da un lungo periodo di incubazione e una pianta apparentemente sana potrebbe manifestare i sintomi solo dopo diversi anni. Per questo motivo gli studiosi affiancano all'osservazione dei disseccamenti anche la misura della carica batterica, parametro oggi considerato uno degli indicatori più affidabili della reale capacità di una cultivar di convivere con il patogeno. I risultati confermano quanto già emerso dalla ricerca italiana e internazionale. Lec...

Basi Genetiche della Resistenza dell'Olivo alla Xylella fastidiosa

Ecco una sintesi rigorosa dei meccanismi molecolari e genetici che mediano la risposta dell'olivo all'infezione da Xylella fastidiosa , basata sull'analisi comparativa tra la cultivar resistente (Leccino) e quella suscettibile (Ogliarola Salentina). 1. Architettura Genomica e Sistema Immunitario Il sequenziamento a livello cromosomico ha dimostrato che Leccino e Ogliarola Salentina condividono una forte somiglianza genetica e antenati comuni . Il sistema immunitario delle piante si basa su due livelli: i recettori di superficie (PRRs) che riconoscono i profili molecolari associati ai patogeni (PAMPs), e i recettori intracellulari (NLRs) che riconoscono gli effettori di virulenza . Il numero totale dei geni immunitari è pressappoco identico tra le due cultivar; pertanto, la resistenza del Leccino non è legata a una differenza quantitativa, ma a una diversa configurazione qualitativa dei recettori . 2. Espansione dei Recettori LRR-RLK e MIK2-like Il genoma del Leccino è ca...

Una seconda opportunità per gli arboreti privi di baulatura

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agrumeto con due solchi - baula La preparazione del terreno rappresenta uno degli investimenti più importanti nella realizzazione di un frutteto moderno. Eppure, in molti impianti, una delle operazioni più utili per il futuro delle piante viene spesso trascurata: la baulatura. solchi - baula durante la preparazione La baula consiste nella creazione di un leggero rialzo lungo il filare, capace di migliorare il drenaggio dell'acqua e aumentare la disponibilità di ossigeno nella zona esplorata dalle radici. Una tecnica oggi considerata fondamentale negli impianti moderni di agrumi, olivo, kaki, melograno, mandorlo e pistacchio e molte altre specie. Quando questa operazione non viene eseguita al momento dell'impianto, non significa però aver compromesso definitivamente il futuro della coltivazione. Secondo il Dottore Agronomo Vito Vitelli, nella maggior parte dei casi è possibile intervenire successivamente ottenendo risultati molto interessanti. presenza di cotico erboso tra i...

Olivo a parete in Umbria: meno potatura, più fisiologia

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La parete uniforme dopo due anni  In Umbria, in un giovane oliveto di Leccio del Corno di appena due anni, stanno comparendo le prime produzioni. Non sono ancora i numeri a fare la differenza, ma il segnale che le piante stanno entrando in equilibrio vegeto-produttivo. L'aspetto più interessante è che questo risultato è stato ottenuto intervenendo pochissimo sulla chioma. La gestione iniziale si è limitata alla formazione di un tronco libero di circa 60 cm e alla scelta di un asse centrale, accompagnato mediante un tutore inserito in una semplice struttura a parete con fili e pali, simile a quelle utilizzate in vite e pesco. Piante allevate a Monoasse e strutture Da quel momento è stata la fisiologia della pianta a fare il resto. Le ramificazioni laterali che tendono a competere con l'asse centrale aumentano progressivamente il proprio angolo di inserzione. Perdendo vigore, iniziano a ramificare, si appesantiscono con la fruttificazione e si incurvano naturalmente. Sulle...

Paesaggi dell’Oltrepò Pavese tra oliveti e storia: costruire oggi l’oliveto del futuro

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Tra le colline lombarde dell’Oltrepò Pavese, dove l’olivo rappresenta una coltura di nuova introduzione, l’Azienda Agricola Vercoli sta sviluppando un interessante progetto di olivicoltura moderna seguito dal Dottore Agronomo Vito Vitelli. L’obiettivo non è semplicemente coltivare olivi, ma costruire impianti efficienti, sostenibili e capaci di produrre reddito nel lungo periodo. Il punto di partenza è la corretta formazione delle giovani piante attraverso il sistema ZaragoZa®, una metodologia che pone al centro l’architettura della chioma. Dopo la capitozzatura dell’astone a circa 90-100 cm dal colletto, la pianta viene guidata verso la formazione di un tronco regolare e di una struttura pluriramificata equilibrata. Attraverso interventi di topping ed edging si favorisce la nascita di numerose ramificazioni ben distribuite, creando una chioma luminosa, arieggiata e facilmente gestibile. Numerose ricerche internazionali confermano come la corretta gestione della chioma migliori l’i...