La limonicoltura sulla Costiera Amalfitana e sulla Penisola Sorrentina non è solo agricoltura: è paesaggio, storia, fatica scolpita nella roccia. Un sistema produttivo costruito su pendii vertiginosi e terrazzamenti sostenuti da muri a secco, frutto di secoli di lavoro paziente. Fin dai tempi della Repubblica Marinara di Amalfi, il limone è stato una coltura strategica: reddito, ma soprattutto risorsa vitale per la navigazione, grazie alla vitamina C che proteggeva dallo scorbuto . Un vero “oro giallo”, coltivato in condizioni estreme con tecniche ingegnose e manuali. «In questi areali i limoneti sono esposti a sud – spiega l’Agronomo Vito Vitelli – mentre le montagne alle spalle proteggono dai venti freddi del nord, ai quali il limone è molto sensibile. Per difendersi dai venti salmastri del mare si è sviluppato il sistema a pergolato: pali e coperture vegetali che guidano la pianta come una vite». Un modello affascinante, oggi però sempre più fragile. Negli ultimi decenni ...
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