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IL FUTURO DEI LIMONI DELLA PENISOLA: PERCHÉ SERVE UNA “RIFORMA” URGENTE

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La coltivazione del limone nella Penisola Sorrentina e nella Costiera Amalfitana sta attraversando una fase critica. Nonostante il valore paesaggistico, storico e commerciale di questi territori, la realtà agronomica attuale evidenzia problemi strutturali importanti: impianti obsoleti, difficoltà fitosanitarie ricorrenti, gestione idrica inadeguata e un progressivo abbandono delle tecniche colturali moderne. Video Il risultato è sotto gli occhi di tutti: piante stanche, produzioni irregolari, frutti di qualità discontinua e una crescente perdita di competitività.  Per evitare il declino definitivo di uno dei simboli dell’agrumicoltura italiana, è necessario un cambio di passo deciso. Video La soluzione proposta dall’Agronomo Vito Vitelli è chiara e netta: una vera e propria “potatura di riforma” , intesa non come semplice taglio, ma come ripensamento completo del sistema colturale.   1. Superare l’inefficienza delle piante “giganti” Uno dei principali problemi degli imp...

L’INNOVAZIONE NEL NOCCIOLETO: IL SISTEMA ZARAGOZA E LA GESTIONE MONOCAULE

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Il video documenta una visita tecnica dell’agronomo Vito Vitelli presso l’ Azienda Agricola Lari , ad Avellino, dove viene analizzato un noccioleto al sesto anno di età gestito secondo il sistema Zaragoza . Video Si tratta di un approccio che si discosta nettamente dalla tradizione corilicola locale, puntando su efficienza operativa, ordine strutturale e sostenibilità economica , con l’obiettivo di rendere il noccioleto più moderno e funzionale. Video Il sistema di allevamento: dal cespuglio al monocaule L’elemento distintivo dell’impianto è la forma di allevamento . A differenza del sistema tradizionale a cespuglio (multicaule) , spesso caratterizzato da disordine vegetativo e presenza di numerosi polloni basali, in questo noccioleto viene adottata una gestione a monocaule , con caratteristiche ben definite: La pianta presenta un unico tronco , alto circa 70–80 cm Il nocciolo assume una struttura simile a quella del mandorlo Le branche principali vengono ...

L’Oliveto Superintensivo “Made in Italy”: la gestione del Leccio del Corno

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Nel panorama dell'olivicoltura moderna, il modello superintensivo si sta evolvendo per accogliere varietà autoctone italiane. Un esempio concreto di questa tecnica è rappresentato dalla coltivazione della varietà Leccio del Corno in un impianto giovane, osservato a circa 15 mesi dal trapianto . Video Ecco gli elementi fondamentali che caratterizzano la struttura e la gestione agronomica di questo sistema: L'Architettura dell'Impianto Per sostenere la crescita verticale e fitta delle piante, è necessaria una struttura solida composta da pali di testata, pali intermedi e ancore . Il sistema di sostegno si basa su due linee di fili paralleli al terreno: il primo filo è posizionato a un'altezza di 90-100 cm ; il secondo filo si trova a 190 cm da terra. Crescita e Dimensioni Grazie all'uso della fertirrigazione , le piante mostrano uno sviluppo rapido e vigoroso. Nonostante la giovane età (15 mesi), l'altezza media degli olivi si attesta già tra i ...

Salvare gli Olivi Compromessi: la Potatura di Riforma e il Metodo Zaragoza

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Quando ci troviamo di fronte a olivi vecchi, trascurati o fortemente stressati, la semplice potatura ordinaria non è più sufficiente. In questi casi entra in gioco una tecnica decisiva, spesso temuta ma fondamentale: la potatura di riforma . video Non si tratta di “tagliare per tagliare”, ma di un intervento tecnico mirato, finalizzato a restituire equilibrio, vigore e produttività a piante ormai compromesse. Come sottolinea l’agronomo Vito Vitelli , la riforma è un atto di responsabilità agronomica, non un gesto aggressivo nei confronti della pianta. Video Quando e perché intervenire in modo drastico La potatura di riforma si applica quando la pianta risulta: Strutturalmente compromessa Caratterizzata da legno vecchio o improduttivo Mal impostata negli anni Incapace di garantire una produzione equilibrata In queste condizioni, proseguire con potature leggere significa soltanto rimandare il problema. La riforma consente invece di azzerare gli errori struttu...

Rigenerazione dell’Oliveto: dal “Baffo” all’Impianto Climatizzante

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Il video, girato in un’azienda olivicola in provincia di Cagliari, documenta un intervento di recupero su piante di olivo precedentemente stressate e colpite da patologie radicali, causate principalmente da una scorretta gestione idrica. VIDEO L’Agronomo Vito Vitelli illustra come la conversione dei sistemi irrigui e una nuova gestione della chioma abbiano portato a risultati sorprendenti in termini di salute delle piante e vigoria vegetativa. VIDEO Il problema : l’errore dell’irrigazione a “baffo” L’impianto originario utilizzava il sistema a baffo, con erogatori posizionati in prossimità del tronco. Questa soluzione si è rivelata fortemente penalizzante perché, bagnando costantemente il colletto, ha favorito l’insorgenza di marciumi radicali da Phytophthora spp. L’eccesso di umidità localizzata ha compromesso l’apparato radicale di molte piante, rendendo necessaria la sostituzione degli esemplari morti o gravemente deperiti. La soluzione : trasformare un problema in opportu...

Mandorlo Zaragoza: potatura autunnale intelligente per ridurre i costi e mantenere la produzione

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Con l’arrivo dell’autunno, tra ottobre e novembre, nei mandorleti allevati con il sistema Zaragoza è il momento di fermarsi, osservare le piante e valutare se intervenire. Ed è proprio in questa fase che emerge la differenza tra una gestione moderna e una gestione ancora legata a schemi tradizionali. Nel Zaragoza la potatura non è più un’operazione ripetitiva e costosa, ma un intervento mirato, rapido e coerente con un modello produttivo semi-meccanizzato. video La pianta viene costruita nel tempo secondo una forma ben definita, quella del cosiddetto “tronco di piramide”. Quando nell’annata precedente è stata effettuata una potatura meccanica, con barra inclinata a circa 33 gradi per definire la sagoma esterna, l’anno successivo non ha senso tornare a intervenire sull’esterno. La struttura è già impostata e la pianta ha reagito ai tagli emettendo rami giovani e laterali che resteranno produttivi per diversi anni, garantendo continuità di produzione e una forma adatta alla raccolta mecc...

Mandorle ai piedi delle Alpi: il “modello Verona” e il sistema Zaragoza

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Coltivare mandorle in Veneto, a pochi chilometri dalle Alpi, può sembrare una sfida impossibile. Eppure, in provincia di Verona questa ipotesi si sta trasformando in una realtà produttiva concreta e tecnicamente solida. Nel mandorleto di Giacomo Bonsaver, a Bussolengo, l’Agronomo Vito Vitelli analizza un impianto che rappresenta un esempio avanzato di adattamento di una coltura mediterranea a un contesto climatico complesso, grazie all’applicazione rigorosa di tecniche agronomiche moderne. VIDEO L’impianto è realizzato ad alta densità, ma non rientra nel superintensivo. La densità è di circa 700–800 piante per ettaro, con sesti di impianto intorno ai 5 x 2,75 metri. Il sistema di allevamento adottato è il Zaragoza , che si basa su un principio chiave: la gestione geometrica della chioma per massimizzare l’intercettazione della luce e garantire una produzione equilibrata lungo tutta la parete vegetativa. VIDEO La pianta viene modellata secondo una sagoma a tronco di piramide inclinata ...

MANDORLETO ZARAGOZA A MONTALTO DI CASTRO: MAKAKO E PENTA A CONFRONTO DOPO LE GELATE

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  Nel territorio di Montalto di Castro (Viterbo), presso l’azienda agricola Mariotti, l’Agronomo Vito Vitelli analizza un giovane impianto di mandorlo allevato con sistema Zaragoza, focalizzandosi sul confronto tra le varietà Makako e Penta in una stagione segnata da forti escursioni termiche primaverili. video Le piante di Makako, giunte alla terza foglia (tre cicli vegetativi), si presentano estremamente interessanti dal punto di vista vegetativo e produttivo. Nonostante l’abbassamento delle temperature, il fatto di essere sfuggite alla gelata di aprile ha permesso una buona allegagione e una carica di frutto evidente. L’impianto è realizzato su baula di tipo “doppio piano inclinato”, con doppia ala gocciolante destinata all’interramento, soluzione che migliora la gestione idrica e l’efficienza radicale. Uno degli aspetti chiave emersi dal sopralluogo è l’importanza della diversificazione varietale. La differenza produttiva tra Makako e Penta non è legata alla bontà genetica del...