Limoneti in costiera in bilico: salvare la tradizione cambiando tecnica

 

La limonicoltura terrazzata della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina è un patrimonio agricolo e paesaggistico unico. Ma oggi questo modello produttivo è sotto pressione: costi elevati, manodopera rara, appezzamenti frammentati, nuove fitopatie e un clima sempre più instabile stanno mettendo in crisi la sostenibilità economica delle aziende.

In questo contesto si inserisce l’esperienza di Luigi e Danilo Vinaccia, giovani produttori di Piano di Sorrento, che hanno avviato una profonda riconversione tecnica dei loro tre ettari di limoneti, con la consulenza dell’Agronomo Vito Vitelli.

Potatura di riforma

Il punto di partenza è una constatazione semplice e brutale: il sistema tradizionale a pergola, con piante alte 5–6 metri, oggi non regge più. Ogni operazione richiede personale specializzato, dispositivi di sicurezza, tempi lunghi e costi elevati, il tutto su piccoli appezzamenti difficili da raggiungere e collocati in aree ad alta intensità turistica.


Ripresa dopo la potatura di riforma

A questo si somma una crescente pressione fitosanitaria: insetti, funghi e acari sempre più resistenti impongono cicli frequenti di trattamenti, spesso manuali con lancia, attività sempre meno accettata dagli operatori per motivi di salute e sicurezza.

La risposta è stata una scelta tecnica netta: superare gradualmente la pergola e passare a una forma di allevamento compatta e moderna.

Dopo una potatura drastica di riforma, oltre 2.000 m² sono stati convertiti a un sistema ad alberello contenuto, con altezza massima di circa 2,5 metri. Non si tratta solo di “abbassare” le piante, ma di cambiare approccio: chiome più razionali, struttura semplificata, gestione preventiva fin dall’impianto, trattamenti più sicuri, raccolta più rapida e forte riduzione dei costi operativi.

Secondo le valutazioni tecniche, le piante torneranno in piena produzione entro circa due anni, con un equilibrio vegeto-produttivo più stabile. Nei nuovi “giardini” oggi può lavorare anche una sola persona, senza scale estreme né operazioni rischiose.

La riconversione non è una moda, ma una necessità: manodopera scarsa, costi in crescita, inverni sempre più caldi che anticipano la fioritura, nuove fitopatie e normative sulla sicurezza sempre più stringenti.

La tradizione resta nel paesaggio e nel valore del prodotto. L’innovazione entra nella tecnica.

È questa la sfida vera della limonicoltura eroica contemporanea: restare identitari senza diventare economicamente insostenibili.


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Nota editoriale ufficiale
Contenuto originale a cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di valorizzazione tecnica.


Attività divulgativa svolta in collaborazione con:


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