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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

PISTACCHIETO ZARAGOZA – POTATURA DI PRODUZIONE “PALMO DELLA MANO”

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Nel video, girato a fine gennaio 2025 nell’Agrigentino, si mostra un pistacchieto in asciutta, varietà Napoletana su UCB1, allevato secondo il metodo “Zaragoza”. Dopo una potatura di riforma, le piante sono state condotte verso una forma cespugliosa, pluriramificata e autoequilibrata. L’intervento attuale è minimo (“Palmo della Mano”): apertura della chioma al centro per favorire luce, ventilazione e trattamenti (gesso, zolfo, sapone molle) contro cicalina e altri insetti. L’impianto (6x3 m, oltre 500 piante/ha) si presenta in equilibrio vegeto-produttivo, con struttura autoportante e gestione semplificata. Si ringrazia l'azienda agricola "Barbato" Attività divulgativa svolta in collaborazione con:

Limoneti della Costiera: innovare o scomparire

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  La limonicoltura sulla Costiera Amalfitana e sulla Penisola Sorrentina non è solo agricoltura: è paesaggio, storia, fatica scolpita nella roccia. Un sistema produttivo costruito su pendii vertiginosi e terrazzamenti sostenuti da muri a secco, frutto di secoli di lavoro paziente. Fin dai tempi della Repubblica Marinara di Amalfi, il limone è stato una coltura strategica: reddito, ma soprattutto risorsa vitale per la navigazione, grazie alla vitamina C che proteggeva dallo scorbuto . Un vero “oro giallo”, coltivato in condizioni estreme con tecniche ingegnose e manuali. «In questi areali i limoneti sono esposti a sud – spiega l’Agronomo Vito Vitelli – mentre le montagne alle spalle proteggono dai venti freddi del nord, ai quali il limone è molto sensibile. Per difendersi dai venti salmastri del mare si è sviluppato il sistema a pergolato: pali e coperture vegetali che guidano la pianta come una vite». Un modello affascinante, oggi però sempre più fragile. Negli ultimi decenni ...

Limoneti storici della Costiera: quando la sopravvivenza passa dal coraggio di cambiare

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La limonicoltura a terrazzamenti della Costiera Amalfitana rappresenta uno dei sistemi agricoli più affascinanti del Mediterraneo, ma anche uno dei più complessi e fragili dal punto di vista produttivo ed economico. Costi operativi elevatissimi, difficoltà logistiche, cambiamenti climatici sempre più marcati e una pressione fitosanitaria crescente stanno mettendo seriamente in discussione la sostenibilità di questo modello storico. Negli ultimi anni, alcuni giovani imprenditori agricoli hanno iniziato a porsi una domanda scomoda ma inevitabile: è possibile salvare i limoneti senza restare prigionieri del passato? Tra questi c’è Filippo Ferrara, di Maiori (Salerno), che ha avviato una sperimentazione radicale su circa 400 piante distribuite in oltre 100 piccoli terrazzamenti. Un mosaico agricolo tipico della Costiera, fatto di appezzamenti minuscoli e difficili da gestire, dove per decenni si è coltivato con il tradizionale sistema a pergola.  Il punto di rottura arriva circa...

Limoneti in Costiera in bilico: salvare la tradizione cambiando tecnica

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  La limonicoltura terrazzata della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina è un patrimonio agricolo e paesaggistico unico. Ma oggi questo modello produttivo è sotto pressione: costi elevati, manodopera rara, appezzamenti frammentati, nuove fitopatie e un clima sempre più instabile stanno mettendo in crisi la sostenibilità economica delle aziende. In questo contesto si inserisce l’esperienza di Luigi e Danilo Vinaccia, giovani produttori di Piano di Sorrento, che hanno avviato una profonda riconversione tecnica dei loro tre ettari di limoneti, con la consulenza dell’ Agronomo Vito Vitelli . Potatura di riforma Il punto di partenza è una constatazione semplice e brutale: il sistema tradizionale a pergola, con una chioma intrecciata, oggi non regge più. Ogni operazione richiede personale specializzato, dispositivi di sicurezza, tempi lunghi e costi elevati, il tutto su piccoli appezzamenti difficili da raggiungere e collocati in aree ad alta intensità turistica. Ripresa d...

Giornata tecnica sul mandarino tardivo apireno Valley Gold®: campo, numeri e prospettive

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La giornata del 17 gennaio 2026 è stata dedicata interamente al mandarino ibrido tardivo apireno Valley Gold®, con un incontro tecnico in pieno campo che ha coinvolto produttori e operatori provenienti da diverse regioni agrumicole di Italia, Basilicata, Puglia, Campania, Lazio e Calabria.  Non un evento da sala con slide e promesse facili , ma una visita operativa tra gli impianti, per osservare le piante, valutare i frutti, discutere di rese, costi, gestione agronomica e reali possibilità commerciali. L’iniziativa è stata coordinata dall’ Agronomo Vito Vitelli , promotore dell’incontro e riferimento tecnico per la diffusione della varietà in Italia, in collaborazione con Citricom IP , la società titolare dei diritti varietali. Il percorso ha toccato due aziende, Puglia e Basilicata, con impianti di età differente, permettendo un confronto diretto tra contesti produttivi simili ma non identici, utile per comprendere meglio il comportamento della cultivar in ambienti diversi. ...

Valley Gold®: il mandarino che conquista la Spagna (e il mercato europeo)

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  Il video presenta la varietà di agrumi Valley Gold®, evidenziandone il crescente successo commerciale nel mercato spagnolo, dove si sta rapidamente affermando come una delle novità più interessanti nel segmento dei mandarini premium . VIDEO DEGUSTAZIONE IN CAMPO Questa tipologia di frutto si distingue per un equilibrio particolarmente riuscito tra dolcezza e acidità, con un profilo aromatico intenso e pulito, superiore rispetto alla classica Clementina. All’assaggio emerge una polpa molto succosa , dalla consistenza fine, con un gusto persistente e piacevole che lascia una chiara percezione di qualità elevata. Il mandarino Valley Gold si distingue per l'ottimo rapporto Zuccheri/Acidi Nonostante la varietà preveda il pagamento di una royalty, la pianta risulta molto apprezzata dagli operatori per l’elevata produttività e il frutto facile da sbucciare, caratteristiche che contribuiscono in modo concreto alla sua competitività commerciale. Durante la dimostrazione in campo e la...

Vito Vitelli – Agronomo

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Vito Vitelli è un agronomo libero professionista di Policoro (Matera – Italy), attivo da oltre venticinque anni nel settore dell’arboricoltura da frutto e della consulenza agronomica avanzata per aziende agricole e realtà vivaistiche operanti a livello nazionale e internazionale. Dopo la laurea in Scienze Agrarie ha intrapreso fin dall’inizio un percorso professionale orientato alla frutticoltura specializzata, sviluppando competenze approfondite nella progettazione e nella gestione di impianti frutticoli moderni. La sua attività si concentra in particolare sui sistemi ad alta densità, sulle forme di allevamento razionali, sulla gestione della chioma e sull’ottimizzazione dei costi di produzione. Nel corso degli anni ha seguito numerose aziende agricole nei processi di riconversione varietale e strutturale, accompagnandole nel passaggio da modelli tradizionali a sistemi produttivi più efficienti, meccanizzabili e sostenibili sotto il profilo economico e agronomico. Il suo approcci...

MANDORLO SISTEMA ZARAGOZA: SI COMINCIA CON IL “PALMO DELLA MANO”

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MANDORLO SISTEMA ZARAGOZA: SI COMINCIA CON IL “PALMO DELLA MANO” Nel sistema di gestione della chioma del mandorlo secondo il metodo Zaragoza, uno dei primi interventi fondamentali nella potatura di produzione è il “ Palmo della Mano ”. Un’operazione mirata, essenziale per impostare correttamente la struttura della pianta e favorire uno sviluppo equilibrato e produttivo. Il principio è semplice: si libera il centro della pianta, alleggerendo la chioma per migliorare la circolazione dell’aria e della luce. Si mantengono solo le branche principali, ben orientate verso l’esterno - le “dita” del palmo - che rappresentano la base della chioma futura il "ZaragoZa". Il taglio è leggero e selettivo: si eliminano solo le "frattaglie" ossia i rametti interni di scarso valore . La potatura non forza la pianta, ma la accompagna, rispettandone la naturale architettura cespugliosa. In questa fase iniziale è importante anche ripulire la pianta dai vecchi laccetti in plastica che...

KAKI A CELLOLE (CE): LA POTATURA CHE COSTRUISCE LA PRODUZIONE

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Siamo a Cellole, “Pianeta Cipolletta”, in provincia di Caserta, su un impianto di kaki che oggi rappresenta un riferimento concreto per chi vuole produrre tanto, bene e con metodo. L’esperienza è seguita e documentata dall’ Agronomo Vito Vitelli , che ne ha accompagnato l’evoluzione tecnica negli ultimi anni. Video L’impianto è allevato a vaso sistema “Mataix”, con sesto di 5,0 m tra le file e 2,20 m sulla fila, per circa 1.000 piante per ettaro. Nell’ultima campagna sono state superate le 60 t/ha (oltre 600 quintali/ha): un risultato che nasce da scelte agronomiche precise, non dal caso. Video Potatura estiva e invernale: un sistema unico Come spiega il titolare Rosario Cipolletta, non esiste una potatura invernale efficace senza quella estiva, e viceversa. I tagli estivi (18–22 cm) servono a formare i rami a frutto; quelli invernali a selezionare, rinnovare e stabilizzare la struttura. Senza interventi estivi la pianta fruttifica solo in punta: rami sovraccarichi, legno debol...

Pesco a Monoasse: risultati concreti dopo due anni di campo in provincia di Rieti

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Siamo nel Lazio, in provincia di Rieti, nel pescheto dell’azienda dei fratelli Ceccarelli. L’impianto, realizzato nel gennaio 2024, mostra oggi  a luglio 2025  risultati concreti dopo due cicli vegetativi completi, come documentato e analizzato direttamente dall’Agronomo Vito Vitelli nel corso delle visite tecniche in campo. Video Le piante, al secondo anno di campo, presentano già una struttura definita e pienamente funzionale, con una produzione media di 6–7 kg per pianta: un dato significativo se rapportato alla giovane età dell’impianto e al sistema di allevamento adottato. Video Il pescheto è gestito con potatura a monoasse , una forma che concentra la produzione lungo l’asse centrale della pianta. Durante la stagione è stata eseguita la potatura al verde, lasciando i rami misti produttivi e speronando a pochi centimetri quelli eccessivamente vigorosi. Il risultato è una pianta essenziale e ordinata, con frutti inseriti direttamente sull’asse principale, senza diramaz...