Albicocco 2026 – potatura di luce, nutrizione mirata e difesa di precisione

In questo video è sintetizzato il protocollo tecnico per la gestione dell’albicocco elaborato dall’Agronomo Vito Vitelli, con un’impostazione pratica, lineare e orientata alla stabilità produttiva.

Se non eseguita a inizio autunno, la potatura a riposo vegetativo è finalizzata al contenimento dei rami interni assurgenti, accorciati a 20–25 cm, e alla gestione degli intrecci laterali secondo il criterio della proiezione e dell’interferenza tra rami, per ricostruire una chioma più ordinata e luminosa. Dove necessario si realizza un’apertura centrale, tra le file, per favorire l’ingresso della luce. Nella stessa fase è prevista la protezione del tronco con trattamenti rameici e la scarificatura centrale del terreno per migliorare aerazione e smaltimento dell’umidità.

Video

La nutrizione si basa su una concimazione di fondo al suolo a fine inverno, modulata in funzione della dimensione delle piante, seguita da fertirrigazione programmata. Nelle prime fasi vegetative si privilegiano acidi umici e ferro; dalla fioritura si passa alla nutrizione fosfatica e calcica, mentre dall’allegagione in avanti l’obiettivo è sostenere crescita e qualità del frutto con azoto, potassio e magnesio.

La difesa fitosanitaria segue le principali fasi fenologiche. A gemma gonfia si interviene con trattamenti di protezione contro i patogeni fungini. In fioritura sono previsti interventi specifici contro la monilia, associati a biostimolanti ed estratti di alghe per sostenere allegagione ed equilibrio fisiologico. Dopo la caduta dei petali e durante l’accrescimento del frutto prosegue la biostimolazione, con particolare attenzione agli apporti di calcio per migliorare consistenza e qualità.

Per le avversità specifiche il protocollo prevede interventi tempestivi contro batteriosi e patogeni fogliari alle prime emissioni vegetative, il monitoraggio dell’oziorrinco mediante trappole e, se necessario, l’impiego di barriere fisiche sul tronco.

La gestione delle infestanti è impostata prioritariamente su interventi meccanici; nei sistemi convenzionali, quando le erbe superano i 20–25 cm, è previsto il diserbo localizzato, sempre con protezione dei tronchi non ancora lignificati.

Un modello di gestione completo, pensato per accompagnare l’albicocco verso produzioni regolari, frutti di qualità e una maggiore efficienza agronomica lungo tutta la stagione.

Nota editoriale ufficiale:

Contenuto originale a cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di valorizzazione tecnica.

 

Attività divulgativa svolta in collaborazione con:

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