Diospireto moderno di Rojo Brillante
La varietà Rojo Brillante è vigorosa, a sola fioritura femminile e con frutti di grande pezzatura; alla raccolta risulta astringente e richiede una corretta gestione della fase post-raccolta per la rimozione dei tannini.
La
preparazione del terreno si basa sulla ripuntatura profonda e, soprattutto,
sulla realizzazione della baula a doppio piano inclinato, elemento chiave del
sistema, che consente una migliore ossigenazione radicale, lo sviluppo dei
capillari superficiali, il controllo dei ristagni idrici e una maggiore
stabilità fisiologica delle piante. La baula viene poi gestita senza
lavorazioni, con inerbimento e trinciatura nell’interfila e diserbo localizzato
sulla fila.
L’impianto
è orientato rigorosamente Nord–Sud.
Sono
previsti sesti da media ad alta densità, fino a 1.500–1.600 piante/ha, per
anticipare l’entrata in produzione. La messa a dimora viene eseguita senza
trivella, con impiego di micorrize e con il punto d’innesto mantenuto fuori
terra.
La
gestione idrica è impostata con doppia ala gocciolante autocompensante
leggermente interrata, per concentrare acqua e nutrienti nella zona esplorata
dalle radici e ridurre le perdite per evaporazione.
L’allevamento
segue il sistema Mataix, con struttura autoportante tipo anfora: al trapianto
l’astone viene tagliato a 65–70 cm; in estate si selezionano 4–5 assi
principali e si cimano le altre ramificazioni; in inverno si capitozzano i
leader per costruire il secondo palco e mantenere un corretto cono di luce
interno.
L’obiettivo
è ridurre legature, sostegni e costi di gestione, evitando le sbrancature
tipiche delle forme tradizionali.
La
protezione dell’impianto è affidata a frangivento vivi e, dove necessario, a
reti antigrandine e antivento. La difesa si basa sul monitoraggio e sulla
cattura massale della mosca della frutta, oltre al controllo delle principali
avversità fogliari.
La
raccolta si estende dall’autunno all’inverno; è prevista la detannizzazione in
celle a CO₂ e una
breve frigoconservazione per preservare la qualità del prodotto.
Un
modello tecnico sviluppato dall’Agronomo Vito Vitelli per rendere il kaki una
coltura ad alta densità, sostenibile, meccanizzabile e con una reale
prospettiva economica.
Nota
editoriale ufficiale:
Contenuto
originale a cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il
supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi,
informativi e di valorizzazione tecnica.
Attività
divulgativa svolta in collaborazione con:

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