Limone Interdonato: ottobre nella piana del Sele parte la raccolta
Nella Piana del Sele, a partire dal mese di ottobre, prende il via la raccolta dell’Interdonato, una delle cultivar di limone più precoci del Mediterraneo. Siamo negli impianti della Lemon Group, dove le piante, giunte al quinto anno, hanno raggiunto un buon equilibrio vegeto-produttivo, con una resa stimata intorno ai 60–70 kg ciascuna.
L’Interdonato è una
cultivar di origine siciliana, selezionata alla fine dell’Ottocento lungo la
costa ionica messinese. Considerato un ibrido naturale tra limone e cedro, è
conosciuto anche come “limone nostrano” o “Liscione”. In Sicilia la raccolta
può iniziare già alla fine di settembre, mentre nella Piana del Sele parte
generalmente dalla metà di ottobre e prosegue per tutto novembre.
Il frutto presenta
forma allungata, umbone pronunciato, buccia sottile e poco rugosa, con semi
scarsi o assenti. All’inizio della maturazione commerciale può rimanere
parzialmente verde, soprattutto alle estremità. Non bisogna quindi attendere
necessariamente una colorazione completamente gialla: il viraggio dipende
soprattutto dall’abbassamento delle temperature, mentre il frutto può aver già
raggiunto una maturità interna adeguata.
L’impianto è stato
realizzato con un sesto di 5 × 3 metri, pari a circa 667 piante per ettaro. Con
produzioni comprese tra 60 e 70 kg per pianta, la resa teorica può raggiungere 45
tonnellate per ettaro. Sono risultati interessanti per un limoneto ancora
giovane, ottenuti anche grazie alla formazione eseguita nei primi anni.
I tagli iniziali hanno
favorito la ramificazione e la costruzione di una chioma cespugliosa,
equilibrata e ben distribuita. Una volta impostata correttamente la pianta, la
potatura di produzione diventa semplice: tagli di ritorno sui rami che invadono
l’interfila, abbassamento di qualche cima intervenendo dalla sua origine e
moderata apertura “a palmo della mano” nella zona centrale. Non bisogna
svuotare la chioma, ma conservare un’ampia superficie fogliare illuminata e
produttiva. In queste condizioni possono bastare 5 minuti di lavoro per pianta,
corrispondenti a circa 7–8 giornate per ettaro.
La produzione non nasce
da una concimazione miracolosa. Nutrizione, irrigazione e trattamenti fogliari
possono sostenere la pianta, ma prima deve esserci il ramo a frutto. Senza ramo
non si forma la gemma a fiore; senza fiore non avviene l’allegagione e senza
allegagione, ovviamente, non ci sarà alcun limone. La produttività è
soprattutto il risultato di una gestione della chioma capace di mantenere ogni
anno l’equilibrio tra vegetazione e fruttificazione.
Le piante sono
collocate su una leggera baula, con interfila inerbito e doppia ala gocciolante
interrata di pochi centimetri (10-15 cm). Il terreno sciolto favorisce
drenaggio, ossigenazione radicale e una precoce ripresa vegetativa, ma richiede
turni irrigui precisi per limitare stress e perdite di acqua e nutrienti.
Sono inoltre visibili
lievi sintomi di mal secco, la grave tracheomicosi causata da Plenodomus
tracheiphilus. L’Interdonato manifesta una discreta tolleranza di
campo, confermata anche dagli studi sul germoplasma agrumicolo, ma non è
immune. Rimangono indispensabili l’eliminazione dei rami colpiti, la
disinfezione degli attrezzi e l’allontanamento del materiale infetto.
In un territorio
tradizionalmente dedicato alle foraggere, agli allevamenti bufalini e alla
quarta gamma, il limone sta conquistando nuovi spazi. L’Interdonato può
rappresentare una valida alternativa, ma la produttività non si improvvisa al
momento della raccolta: si costruisce ramo dopo ramo, fin dai primi anni.
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Nota
editoriale:
Contenuto originale a
cura del Dottore Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto
di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di
valorizzazione tecnica.
Attività
divulgativa svolta in collaborazione con:
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