Pistacchio: la raccolta meccanizzata si prepara dal primo anno
A Favara, nell’Agrigentino, siamo nel giovane pistacchieto di Matteo Lo Giudice, trapiantato nel 2023. Data la limitata disponibilità d’acqua, la gestione prevede soltanto irrigazioni di soccorso. Il video, realizzato nel 2024, mostra piante ancora esili, ma una stagione vegetativa è servita a costruire il primo elemento fondamentale: il tronco sul quale impostare la futura chioma. Ogni intervento guarda già alla produzione e alle operazioni che accompagneranno l’impianto negli anni.
Insieme a Giovanni,
esperto potatore di pistacchi, lavoriamo per ottenere circa 100 centimetri di
tronco libero dalle ramificazioni laterali, consentendo l’accesso del gruppo
scuotitore e ombrello intercettatore. Una misura da verificare rispetto alla macchina
scelta: la meccanizzazione comincia dalla forma che diamo alla giovane pianta.
Eliminiamo le
ramificazioni basse rispettando il collare d’inserzione, controlliamo l’interno
dello shelter e raddrizziamo il tronco lungo il tutore con legacci elastici. Un
lavoro paziente, da accompagnare con controlli periodici per evitare che le
legature ostacolino l’accrescimento.
Impostiamo la chioma
secondo il sistema Zaragoza, tagliando l’asse indicativamente a 120 centimetri
e selezionando le diramazioni negli ultimi 20 centimetri. Accompagneremo poi lo
sviluppo con accorciamenti mirati dei germogli più assurgenti, favorendo la
ramificazione laterale e una struttura compatta, ben sostenuta e compatibile
con la raccolta.
Anche le indicazioni
dell’Università della California evidenziano il ruolo delle spuntature nel
favorire le ramificazioni laterali. Una volta costruita la struttura, occorre
però moderare i tagli, evitando di penalizzare l’entrata in produzione. Sono
principi generali di allevamento che affiancano le scelte adottate in questo
campo. (ucanr.edu)
Il pistacchio
fruttifica sul legno dell’anno precedente: il rinnovo vegetativo prepara quindi
le potenziali sedi produttive. Non elimina, tuttavia, l’alternanza, legata
anche alla caduta delle gemme a fiore durante l’anno di carica, come
documentato dall’Università di Palermo. Il CREA sottolinea come portinnesto,
irrigazione e potatura possano contribuire insieme ad attenuarla. (www.ucanr.edu)
La produzione dipende
anche dall’impollinazione. I fiori maschili e femminili si trovano su piante
distinte e il polline viene trasportato dal vento: scegliere e distribuire gli
impollinatori assicurando la sovrapposizione delle fioriture è dunque essenziale.
(www.ucanr.edu)
Anche il sesto richiede
equilibrio. Qui il 6 × 6 metri corrisponde a circa 278 piante per ettaro; con
il 6 × 5 si arriva a 333. Una maggiore densità può anticipare l’occupazione
dello spazio, ma va commisurata a vigore, terreno, ingombro delle macchine e
disponibilità idrica, limitata in queste zone.
L’obiettivo è un
pistacchieto produttivo e gestibile, con piante accessibili e operazioni più
semplici. La raccolta di domani comincia dai tagli di oggi.
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Nota editoriale:
Contenuto
originale a cura del Dottore Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con
il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi,
informativi e di valorizzazione tecnica.
Attività
divulgativa svolta in collaborazione con:





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