Oliveto: interventi fine inverno

La gestione inizia dalla difesa invernale del legno, con la protezione di tronco e branche principali durante il periodo autunno-invernale. Tutte le ferite di potatura superiori a 10 cm devono essere sempre rifinite e protette con pasta disinfettante. Nei casi di interventi di riforma più drastici, la copertura dei tagli è indispensabile per prevenire l’insorgenza di carie del legno.

La potatura e la gestione della chioma seguono il sistema Zaragoza nelle piante giovani, con spuntature leggere dei germogli apicali per contenere l’eccesso di vigoria e stimolare la formazione di ramificazioni laterali a frutto. Nel vaso libero si interviene eliminando le ramificazioni nei primi 60 cm dal suolo, con il classico criterio di “alzare la gonna”.

Dove necessario, il protocollo prevede anche l’infittimento dell’impianto, inserendo nuove piante tra quelle riformate e lavorando localmente il terreno. La nutrizione è impostata su una concimazione di fondo invernale, modulata in funzione della dimensione delle piante, seguita da un programma di fertirrigazione da marzo ad agosto.

Nella prima fase si privilegiano acidi umici e ferro per sostenere l’apparato radicale; successivamente si passa alla nutrizione fosfatica e calcica in ripresa vegetativa e, in piena attività, a una gestione azotata, potassica e magnesiaca.

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Nei suoli argillosi o con problemi di salinità è prevista la correzione tramite gesso micronizzato distribuito in fertirrigazione. La difesa fitosanitaria, sia in biologico sia in integrato, è impostata in modo preventivo.

Per occhio di pavone e rogna sono previsti interventi sanificanti a inizio primavera, seguiti dall’impiego di microrganismi antagonisti dalla tarda primavera. Per cocciniglie e lepidotteri si adottano strategie mirate con oli, sapone molle e prodotti specifici ai primi sintomi. È inoltre prevista una gestione dedicata delle formiche mediante esche.

La gestione del suolo prevede l’arieggiamento del profilo con aratro talpa nel periodo invernale per migliorare drenaggio e ossigenazione radicale. Il controllo delle infestanti è basato prima su interventi meccanici; nei sistemi convenzionali si ricorre al diserbo localizzato solo quando le erbe superano i 20–25 cm. È prevista anche la spollonatura chimica sui tessuti giovani.

Un protocollo pensato per mantenere nel tempo sanità del legno, equilibrio vegeto-produttivo e sostenibilità tecnica dell’oliveto.

 

Nota editoriale ufficiale:

Contenuto originale a cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di valorizzazione tecnica.

 

Attività divulgativa svolta in collaborazione con:

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