Agrumi a Pisticci (Matera): la chioma si costruisce senza fretta

Sistema di irrigazione a goccia doppia ala gocciolante
Nell’agro di Pisticci visito l’agrumeto di Gaetano Laviola. Le piante sono state messe a dimora nel maggio 2023 e, quando giriamo il video nell’aprile 2025, non hanno ancora compiuto due anni. Le chiome sono già ben sviluppate e la fioritura riempie l’aria di profumo. Gaetano non è agrumicoltore di professione, ma segue l’impianto con passione e attenzione. I risultati sono sorprendenti.
La chioma non è stata
costruita con tagli drastici. Siamo intervenuti quattro o cinque volte, cimando
i germogli più vigorosi (15-20 cm) quando raggiungevano circa 30–40 centimetri.
Così hanno prodotto nuove ramificazioni; anche i rami lasciati crescere e poi
piegati dal proprio peso si sono rivestiti di vegetazione. Negli agrumi giovani
conservare una buona superficie fogliare favorisce la crescita e aiuta la
pianta a sostenere i primi frutti. Per questo le indicazioni dell’Università
della California raccomandano potature contenute. ipm.ucanr.edu
Gaetano non lavora il
terreno: gestisce la vegetazione spontanea con la trinciatura. Tra i filari il
suolo resta coperto e appare soffice al calpestio. In uno studio condotto su
agrumeti in pendenza, alcune coperture seminate hanno ridotto il ruscellamento,
l’erosione e le perdite di nutrienti. Qui la vegetazione è spontanea e le
condizioni sono diverse, ma il principio di proteggere il suolo resta valido.
Nei periodi asciutti occorre comunque controllare che l’erba non sottragga
troppa acqua alle giovani piante. agris.fao.org
L’irrigazione è
affidata a due ali gocciolanti, con erogatori ogni 50 centimetri. La portata va
verificata, così come la distribuzione dell’acqua sotto la superficie: nei
terreni più franchi la zona bagnata tende ad allargarsi (profilo a cipolla),
mentre in quelli molto drenanti l’acqua può scendere più in profondità (profilo
a carota). La distanza tra i gocciolatori, da sola, non ci dice quindi quanta
parte del terreno viene irrigata. Con la crescita delle piante valuteremo di
spostare gradualmente le ali fino a circa 50–60 centimetri dal tronco per lato,
osservando dove si concentrano umidità e radici. ucanr.edu
Resta un miglioramento
da studiare: favorire lo sgrondo dell’acqua lungo la fila. In un nuovo impianto
avrei preparato prima del trapianto un letto di coltivazione rialzato; qui
potremo valutare di praticare dei solchi laterali, scegliendo distanza e
profondità senza danneggiare le radici esistenti. Il drenaggio serve anche a
mantenere aria nei pori del terreno. Se il suolo resta saturo troppo a lungo,
le radici degli agrumi ricevono meno ossigeno e la loro funzionalità può
risentirne. edis.ifas.ufl.edu
Con un sesto di 4,5-5,0
× 2,0-2,5 metri, l’impianto conta circa 800-900 piante per ettaro. Se alla
prima raccolta otterremo 10–15 chilogrammi per pianta, la produzione teorica
sarà di oltre 100 quintali per ettaro. La fioritura promette bene, ma il
raccolto si misura sulla bilancia. Continueremo quindi a osservare e
perfezionare l’impianto insieme a Gaetano: è così che una buona partenza
diventa un buon agrumeto.
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Nota editoriale:
Contenuto
originale a cura del Dottore Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con
il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi,
informativi e di valorizzazione tecnica.
Attività
divulgativa svolta in collaborazione con:




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