Nocciolo: dal Multicaule al Monocaule, rinnovare per semplificare

 

Tra le province di Roma e Viterbo, in un territorio dove vigneti, oliveti e noccioleti raccontano una lunga tradizione agricola, osserviamo un impianto biologico condotto senza irrigazione. Qui abbiamo avviato una potatura di riforma dal multicaule al monocaule, con un obiettivo concreto: rendere più semplice la gestione delle piante.

Sistema di impostazione tradizionale multicaule

La raccolta meccanizzata è una pratica consolidata nella zona. Dopo un’adeguata preparazione del terreno, spazzolatrici e raccoglitrici recuperano le nocciole cadute naturalmente. La presenza di numerosi fusti ravvicinati complica però l’accesso alla ceppaia, la pulizia della base e il controllo dei polloni.

Pianta da riforma monocaule durante la formazione

L’intervento è partito dalla scelta del fusto più verticale e meglio posizionato, eliminando gli altri e accompagnando la trasformazione con il controllo dei ricacci. A un anno dalla riforma, molte piante mostrano una buona ricostruzione vegetativa, nonostante l’estate calda e l’assenza di irrigazione. La risposta è più contenuta in alcuni esemplari, mentre nelle porzioni a valle, con maggiore disponibilità di umidità, la ramificazione appare più sviluppata.

Video

Semplificare la struttura significa anche creare le condizioni per distribuire meglio la luce. L’Oregon State University sottolinea che l’ombreggiamento eccessivo impoverisce la vegetazione interna e inferiore, concentrando la produzione nella parte alta della chioma. La potatura deve favorire illuminazione e rinnovo del legno produttivo, evitando raccorciamenti indiscriminati che possono generare una vegetazione esterna troppo fitta.

Video

Ora accompagneremo la crescita con una pulizia progressiva del tronco e la selezione delle ramificazioni utili, per poi aprire moderatamente il centro secondo il principio del “palmo della mano” e “cono di luce”. Il monocaule non elimina la naturale emissione di polloni: il vantaggio ricercato è soprattutto una base più accessibile e più agevole da gestire con la meccanizzazione.

L’obiettivo è ricostruire una chioma funzionale nell’arco di due-tre anni. La ripresa vegetativa è incoraggiante; il recupero produttivo dovrà essere verificato con le raccolte. Produzione, ore di lavoro e costi di gestione saranno i parametri con cui misurare il valore della trasformazione.


CLICCA PER ULTERIORI INFORMAZIONI

 

Nota editoriale:

Contenuto originale a cura del Dottore Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di valorizzazione tecnica.

 

Attività divulgativa svolta in collaborazione con:

Commenti

Top 3 - ultimo mese

Agrumi a Pisticci (Matera): la chioma si costruisce senza fretta

Agrumi del gruppo “Navel”: piante compatte e produzione precoce

Bergamotto: recuperare la fertilità ai piedi dei “Calanchi”