Pistacchio programma fine inverno

La gestione del suolo prevede, tra novembre e febbraio, un solo passaggio di scarificatura con aratro talpa al centro della fila, per migliorare drenaggio e ossigenazione. A inizio stagione è obbligatoria la pulizia del colletto e del punto d’innesto, mantenendoli scoperti per prevenire marciumi. In presenza di fessurazioni primaverili del terreno si interviene esclusivamente con una lavorazione superficiale leggera, finalizzata alla sola chiusura delle crepe.

La potatura di formazione, eseguita a febbraio sulle piante giovani o poco ramificate, è impostata per predisporre la raccolta con ombrello: il tronco deve rimanere libero per 90–100 cm, eliminando polloni e branche basse e speronando le ramificazioni superiori a 15–20 cm.

La difesa fitosanitaria parte in inverno con la protezione di tronco e colletto mediante prodotti rameici. Tutte le ferite superiori a 10 cm devono essere sempre protette con pasta disinfettante. Prima del rigonfiamento delle gemme è previsto un trattamento mirato contro le forme svernanti degli insetti.

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In primavera, con vegetazione di 5–10 cm, si interviene contro cancri rameali, patogeni fogliari e primi fitofagi, adottando una strategia convenzionale oppure biologica basata su prodotti sanificanti e microrganismi utili. L’oziorrinco viene gestito solo in presenza di attacchi, mediante barriere fisiche sul tronco, mentre le formiche sono controllate con esche zuccherine.

La nutrizione è impostata con una concimazione localizzata invernale, modulata in funzione dell’età della pianta. In fioritura è prevista una nutrizione fogliare di supporto all’allegagione. Da marzo a giugno la fertirrigazione segue una sequenza tecnica precisa: prima acidi umici e ferro, poi fosforo e calcio in applicazioni separate, alternati a soluzioni azotate, potassiche e magnesiache.

Per le piante depresse o con problemi radicali, il protocollo prevede un intervento curativo in fertirrigazione, seguito da applicazioni igienizzanti ripetute a distanza di due settimane.

Per la stagione successiva, quando sarà presente una maggiore dotazione di rami a frutto, è programmabile un interruttore di dormienza per uniformare il germogliamento e migliorare la regolarità vegetativa.

Un protocollo operativo sviluppato dall’Agronomo Vito Vitelli, pensato per garantire sanità dell’apparato radicale, corretta impostazione strutturale e stabilità produttiva dell’impianto.

 

Nota editoriale ufficiale:

Contenuto originale a cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di valorizzazione tecnica.

 

Attività divulgativa svolta in collaborazione con:

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