Kaki Rojo Brillante: recuperare impianti vecchi e improduttivi con la potatura di riforma
A Maddaloni, in provincia di Caserta, il Dottore Agronomo Vito Vitelli sta seguendo il recupero di un impianto di kaki Rojo Brillante, una varietà moderna che negli anni è stata però gestita secondo criteri ormai superati.
La problematica
principale non riguarda infatti la cultivar, ma l’eccesso di struttura legnosa
accumulata nel tempo. Le piante si presentano alte, pesanti, con pochi palchi
produttivi e una vegetazione che tende progressivamente a spostarsi verso la
parte superiore della chioma. In queste condizioni la luce fatica a penetrare
all’interno della pianta, diminuisce la formazione di nuove ramificazioni
fruttifere e aumenta sensibilmente la cascola dei frutti, spesso incapaci di
essere sostenuti da una struttura vegetativa squilibrata.
Si tratta di una
situazione molto frequente in numerosi diospireti della provincia di Caserta,
dove la carenza di formazione e conoscenza tecnica ha spesso portato alla
costruzione di piante sproporzionate, caratterizzate da un eccesso di legno e
da una ridotta efficienza produttiva.
Le moderne esperienze
internazionali sviluppate in Spagna, Israele e Cina dimostrano invece che il
kaki esprime il massimo delle sue potenzialità quando viene mantenuto giovane,
compatto e luminoso. Oggi la vera efficienza non dipende dalla dimensione della
pianta, ma dalla capacità di mantenere superfici produttive ben illuminate,
equilibrate e continuamente rinnovate.
Per questo motivo
l’Agronomo Vito Vitelli ha proposto una potatura di riforma da applicare
gradualmente su una parte dell’azienda, intervenendo con tagli importanti
direttamente sul tronco, anche a 60-70 cm dal colletto, per eliminare la
vecchia struttura improduttiva e stimolare una forte ripartenza vegetativa. Una
scelta coraggiosa ma estremamente efficace per ricostruire la pianta secondo
criteri più moderni ed efficienti.
Dopo la ripartenza
vegetativa si procede con la formazione della nuova struttura produttiva
attraverso pulizie interne, selezione dei germogli migliori e gestione della
vegetazione finalizzata alla creazione di una parete più compatta, equilibrata
e ricca di ramificazione a frutto.
Nel caso specifico
verrà applicato il sistema di gestione MATAIX, mantenendo sei-otto assi
principali e raccorciando, durante il periodo estivo, le nuove vegetazioni a
circa 18-22 cm per stimolare rapidamente la formazione di nuove branche
produttive.
Parallelamente è stata
completamente rivista anche la gestione irrigua e nutrizionale. L’aumento del
numero dei gocciolatori, associato a una riduzione della portata degli stessi,
consente infatti una distribuzione più uniforme dell’acqua e una maggiore
efficienza dell’apparato radicale.
Anche il vecchio sesto
quadrato 4x4 mostra ormai limiti evidenti. Secondo Vito Vitelli il kaki moderno
dovrebbe orientarsi verso interfila più ampia e una maggiore intensificazione
sulla fila, con configurazioni come 5 x 2 m oppure 5 x 1,8 m. Nel caso dell’impianto
di Maddaloni, non essendo possibile modificare l’interfila esistente, si è
scelto di intervenire con un infittimento lungo la fila, passando gradualmente
da 4x4 m a 4x2 m.
L’obiettivo finale è
superare le 1100 piante per ettaro e costruire un impianto più moderno,
efficiente e sostenibile.
Secondo Vitelli il
futuro del kaki italiano passa inevitabilmente attraverso il rinnovo delle
strutture produttive: meno legno, più luce e maggiore efficienza fotosintetica.
CLICCA PER ULTERIORI INFORMAZIONI
Nota
editoriale:
Contenuto originale a
cura del Dottore Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto
di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di
valorizzazione tecnica.
Attività
divulgativa svolta in collaborazione con:
.jpg)

.jpg)
Commenti
Posta un commento