Oliveto a parete: progettazione e gestione del sistema monoasse ad alta densità

L’impianto a parete rappresenta un modello strutturato e altamente razionale, dove ogni scelta  dal suolo alla raccolta  è funzionale alla costruzione di una parete produttiva continua, luminosa e meccanizzabile.

Analisi preliminare e preparazione del terreno

La realizzazione dell’impianto parte sempre da un’analisi fisico-chimica accurata del suolo. Il campionamento deve essere omogeneo e rappresentativo, evitando gli strati superficiali alterati.

La lavorazione profonda non prevede aratura. Il protocollo impone una ripuntatura a 80–90 cm, incrociata a 45°, per rompere la compattazione e favorire l’esplorazione radicale verticale e laterale. È un passaggio determinante per evitare ristagni e limitazioni future.

La sistemazione idraulica avviene mediante baulatura rialzata (35–40 cm), che migliora drenaggio e ossigenazione, riducendo il rischio di asfissia radicale. Le infestanti perenni vanno gestite prima dell’impianto, con interventi mirati e tempistiche adeguate.

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Sesto d’impianto e orientamento

La densità prevista è compresa tra 900 e 1.100 piante per ettaro.

Le distanze consigliate sono 6,0–7,0 m tra le file e 1,50–1,70 m sulla fila, con assetto ottimale a 6,50 × 1,60 m in condizioni idriche favorevoli.

L’orientamento Nord-Sud consente una migliore intercettazione luminosa e un’arieggiatura uniforme della parete. La progettazione include strade di servizio trasversali per garantire efficienza logistica e gestione irrigua.

Scelta varietale

Il sistema a parete richiede cultivar compatibili con l’alta densità e con la meccanizzazione. È indispensabile prevedere una quota di impollinatori (10–15%), organizzati per file intere e non mescolati sulla stessa fila, per garantire uniformità produttiva e qualità di allegagione.

Trapianto e protezione

Il trapianto si esegue preferibilmente in primavera, rispettando rigorosamente la quota del colletto e senza interrare il punto di innesto.

L’applicazione di micorrize in fase di impianto migliora l’efficienza dell’apparato radicale, favorendo l’assorbimento e l’adattamento iniziale.

L’uso dello shelter è immediato e strategico: protegge da danni meccanici, deriva di erbicidi e attacchi esterni, garantendo un avvio ordinato del monoasse.

 Struttura di sostegno

Il sistema è basato sul monoasse verticale.

Ogni pianta è dotata di tutore individuale (2,50–2,70 m), affiancato da una struttura filare con pali rompitratta e fili di tensione posizionati a 0,90 m e 2,00–2,20 m.

La legatura deve essere elastica e non costrittiva, per evitare strozzature e garantire continuità di crescita lungo l’asse.

 Impianto irriguo

L’irrigazione è localizzata, preferibilmente con doppia ala gocciolante interrata a 7–15 cm di profondità, posizionata lateralmente rispetto al tronco.

Il sistema è progettato per distribuire 1.200–1.500 m³/ha/anno nel periodo aprile–agosto, con gocciolatori autocompensanti e antisifone. L’obiettivo è mantenere attiva la zona radicale senza creare ristagni.

 

Gestione della chioma

Nei primi due anni la potatura è minima: si favorisce la crescita verticale dell’asse senza interferenze eccessive.

Dal terzo anno si interviene con tagli di ritorno sui rami laterali vigorosi che competono con l’asse centrale. La potatura deve essere sempre manuale per preservare equilibrio e continuità produttiva.

Il suolo nell’interfila viene arieggiato in inverno con aratro talpa; sulla fila si mantiene una fascia controllata, meccanicamente o con interventi localizzati.

 Raccolta

Il sistema è progettato per la raccolta meccanica in continuo mediante pettine rotante o semplicemente abbacchiatori. La parete uniforme consente elevata efficienza operativa, riduzione dei costi e tempestività di raccolta.

L’oliveto a parete non è semplicemente un impianto ad alta densità: è un sistema integrato dove suolo, struttura, irrigazione e potatura lavorano in modo coerente. Quando progettazione e gestione seguono una logica tecnica rigorosa, la parete produttiva diventa stabile, meccanizzabile e sostenibile nel tempo.

 

Nota editoriale ufficiale:

Contenuto originale a cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di valorizzazione tecnica.

 

Attività divulgativa svolta in collaborazione con:

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