Agrumeto: equilibrio tra luce, suolo e sanità vegetativa

Il protocollo imposta una gestione essenziale e razionale: prevenzione, controllo della vigoria e tutela costante dell’apparato radicale.

Dopo la raccolta e prima della fioritura si interviene con disinfezione della chioma mediante prodotti rameici, evitando la fase di bottone bianco aperto. Entro marzo si protegge anche tronco e branche principali, con attenzione particolare al colletto nelle giovani piante.

La potatura di marzo–aprile è mirata e non invasiva: pulizia del “palmo della mano”, apertura di un cono di luce centrale di 55–60 cm e contenimento dei rami pendenti. L’obiettivo è mantenere aerazione interna, continuità delle strutture fruttifere e stabilità produttiva senza eccessi vegetativi.

Sul piano pedologico, tra novembre e marzo un passaggio di aratro talpa migliora drenaggio e ossigenazione, soprattutto dove non è presente baulatura. In presenza di salinità si programmano fertirrigazioni correttive da aprile. Le fessurazioni primaverili si gestiscono esclusivamente con lavorazioni superficiali leggere, per chiudere le crepe senza disturbare l’apparato radicale.

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La nutrizione segue la fisiologia della pianta. A fine inverno si effettua una concimazione localizzata proporzionata all’età. Da marzo la nutrizione fogliare sostiene sviluppo vegetativo e allegagione. La fertirrigazione primaverile procede in sequenza tecnica: prima fosforo per attivare l’apparato radicale, poi calcio per consolidare i tessuti, quindi azoto, potassio e magnesio dopo caduta petali. Sempre interventi frazionati, mai forzature.

La difesa è basata su monitoraggio e interventi mirati. Cocciniglie e aleurodidi richiedono prelavaggi con sali di potassio seguiti da trattamenti specifici; afidi, minatrice e acari si controllano solo in presenza reale.

La gestione delle infestanti privilegia il controllo meccanico. Eventuali interventi chimici devono essere localizzati sulla fila (70–80 cm), con prodotti registrati per la coltura e tronchi protetti da shelter.

La logica complessiva è una sola: mantenere equilibrio vegeto-produttivo, luce diffusa in chioma e radici efficienti, prevenendo squilibri prima che diventino problemi strutturali.

 

Nota editoriale ufficiale:

Contenuto originale a cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di valorizzazione tecnica.

 

Attività divulgativa svolta in collaborazione con:

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