Pescheto a monoasse in provincia di Rieti: terza foglia e prime vere produzioni

Nel gennaio 2026 siamo tornati in provincia di Rieti in un pescheto allevato a monoasse, trapiantato nel febbraio 2024. Dopo due vegetazioni l’asse è perfettamente formato e la prima produzione del 2025 ha già raggiunto circa 100 quintali per ettaro. Ora entriamo nella terza foglia e si imposta la potatura di produzione.

La lettura della pianta è lineare. Si selezionano i rami misti di colore amaranto, ben inseriti lungo l’asse, ed esposti correttamente alla luce. Il legno marrone, esaurito o non funzionale, viene eliminato o speronato a 5–7 cm per favorire il rinnovo vegetativo. Se un ramo si allunga eccessivamente o si allontana dalla parete, si devia sui primi 15–20 cm utili oppure si rinnova. L’asse resta sempre il punto di riferimento.

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Su una pianta tipo sono stati selezionati 26 rami misti. Con una stima prudente di 3 frutti medi da 200 g per ramo si superano i 15 kg per pianta. Con una densità di circa 2.000 piante per ettaro significa poter raggiungere già nell’agosto 2026 produzioni prossime ai 300 quintali per ettaro, con qualità elevata e struttura equilibrata.

Negli anni successivi l’obiettivo sarà incrementare progressivamente il numero di rami misti fino a 35–50 per pianta. In questo modo, mantenendo la stessa logica di equilibrio tra produzione e rinnovo, sarà possibile superare stabilmente le 50 tonnellate per ettaro. Il principio tecnico è chiaro: la pianta o produce o si rinnova. Non esistono volumi improduttivi.

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Il monoasse consente una parete stretta e luminosa, massima intercettazione della radiazione, utilizzo efficiente di acqua e nutrienti e riduzione della manodopera improduttiva. È un sistema derivato dall’esperienza maturata su melo e pero, adattato con successo al pesco e oggi esteso ad altre specie frutticole.

Questi impianti dimostrano che l’alta densità, se gestita con rigore tecnico, non è una forzatura ma un modello razionale, sostenibile e misurabile. Una frutticoltura moderna, dove il rinnovo continuo garantisce stabilità produttiva e qualità costante nel tempo.

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Nota editoriale ufficiale:

Contenuto originale a cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di valorizzazione tecnica.

Attività divulgativa svolta in collaborazione con:

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