Melo a monoasse: struttura solida, luce diffusa, produzione regolare
Nel melo allevato a monoasse l’obiettivo è chiaro: mantenere un asse dominante, continuo e ben illuminato, capace di sostenere nel tempo una parete produttiva ordinata. Il protocollo di gennaio interviene in modo coordinato su potatura, sanità invernale, suolo e nutrizione.
La
potatura si esegue in pieno riposo vegetativo e interessa l’intero asse, dalla
base alla cima. I rami vigorosi privi di gemme a fiore si speronano corti a 5–7
cm per stimolare rinnovo controllato. I rami vigorosi con gemme a fiore basali
si accorciano a 10–15 cm, così da coniugare produzione immediata e formazione
di nuovi germogli. I rami flessibili a frutto non si toccano: sono la struttura
produttiva principale e vanno preservati anche se lunghi. Dove necessario, una
piccola incisione sopra una gemma dormiente favorisce l’emissione di nuovi
germogli e mantiene attivo il ricambio. La logica è semplice: contenere la
vigoria, distribuire la luce, garantire continuità produttiva.
Sul
piano sanitario, le grosse ferite da taglio o da traumi devono essere pulite e
protette con paste disinfettanti per prevenire carie e infezioni del legno. In
autunno-inverno si effettuano trattamenti rameici di sanificazione su chioma,
tronco e colletto. A gemma ferma si interviene contro le forme svernanti di
insetti con oli minerali e zolfo. Dopo la potatura, prima della ripresa
vegetativa, è previsto un trattamento preventivo per contenere patogeni e
fitofagi nelle fasi più sensibili.
La
gestione del suolo è orientata all’ossigenazione radicale e al controllo della
competizione. Tra novembre e febbraio un passaggio di aratro talpa favorisce
drenaggio e aerazione. Le infestanti si controllano prioritariamente in modo
meccanico, intervenendo oltre i 20–25 cm. Eventuali diserbi localizzati
richiedono precisione, assenza di vento e protezione dei tronchi non
lignificati, intervenendo su infestanti giovani o sul ricaccio dopo
trinciatura.
La
nutrizione completa il quadro. In inverno si distribuiscono concimi localizzati
proporzionati alla vigoria, associati a sostanza organica stabile per sostenere
microbiota e attività radicale. In fioritura si interviene al 30% di apertura e
in piena fioritura con biostimolanti e microelementi per favorire allegagione e
uniformità.
Struttura
ordinata, luce diffusa, suolo attivo e prevenzione costante: nel monoasse ogni
intervento è finalizzato a mantenere equilibrio vegeto-produttivo e stabilità
nel tempo
Nota editoriale ufficiale:
Contenuto originale a cura
dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il supporto di
strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi, informativi e di
valorizzazione tecnica.
Attività divulgativa svolta in
collaborazione con:
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