Mandorlo super-intensivo: riforma strutturale e stabilità produttiva
La
gestione del mandorlo in configurazione super-intensiva richiede una regia
tecnica precisa, dove struttura, suolo e fisiologia lavorano in equilibrio.
Dove sono stati commessi errori di impostazione situazione purtroppo frequente in assenza di adeguata assistenza tecnica la potatura di riforma, tra febbraio e marzo, riporta il tronco a 90–95 cm dal colletto per ricostruire una direttrice ordinata e reimpostare correttamente la parete produttiva. Le ramificazioni nei primi 60 cm vengono eliminate completamente; quelle superiori sono speronate a 7–10 cm per stimolare un germogliamento uniforme e ben distribuito. Durante la stagione vegetativa si eseguono due o tre passaggi di topping ed edging per modellare la parete, seguiti da interventi calmieranti da fine giugno per contenere la dominanza apicale e ristabilire l’equilibrio tra vegetazione e fruttificazione.
La
sanità del legno è un punto fermo: le ferite di grandi dimensioni devono essere
sempre protette per prevenire carie e infezioni. Il colletto va mantenuto
libero da accumuli di terra e umidità; lo shelter si rimuove solo quando il
tronco è pienamente lignificato e stabile.
Sul
fronte suolo, tra novembre e febbraio un passaggio centrale con aratro talpa
migliora drenaggio e ossigenazione radicale, riducendo ristagni e
compattazioni. In primavera, alla comparsa di fessurazioni, si interviene con
lavorazioni superficiali leggere per richiudere le crepe senza disturbare
l’apparato radicale. Il controllo delle infestanti privilegia la gestione
meccanica; eventuali interventi localizzati devono essere eseguiti con
precisione e con adeguata protezione dei tronchi giovani.
La
nutrizione segue la fisiologia della pianta. In inverno si distribuisce una
concimazione calibrata in base all’età e allo sviluppo, integrabile con
sostanza organica stabile. La fertirrigazione primaverile procede per sequenza:
prima stimolo radicale con frazioni umiche e ferro; poi equilibrio
fosforo-calcio per consolidare i tessuti; infine apporto bilanciato di azoto,
potassio e magnesio durante la piena attività vegetativa. In fioritura e
allegagione si interviene con supporti fogliari mirati a sostenere allegagione
e ingrossamento del frutto.
La
difesa si basa su una strategia integrata e fenologica: protezione del legno in
inverno, controllo delle forme svernanti alla gemma gonfia, interventi mirati
in fioritura solo in presenza di reale pressione. In estate si mantiene una
strategia di barriera e si agisce esclusivamente se necessario. Eventuali
criticità radicali richiedono interventi localizzati seguiti dal ripristino
dell’equilibrio microbiologico del suolo.
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Nota editoriale ufficiale:
Contenuto
originale a cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il
supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi,
informativi e di valorizzazione tecnica.
Attività
divulgativa svolta in collaborazione con:
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