Pero e frangivento di olivo: gestione tecnica integrata e continuità produttiva
Nel pero allevato a monoasse la potatura invernale mantiene efficiente l’asse centrale lungo tutta la parete. I rami vigorosi privi di gemme a fiore basali si speronano a 5–7 cm per stimolare rinnovo vegetativo; quelli con gemme a fiore si accorciano a 10–15 cm per garantire produzione e contemporanea rigenerazione. Le femminelle flessibili a frutto restano integre, perché assicurano continuità produttiva negli anni.
Quando le cime superano il filo, l’inarcatura crea un’azione calmierante che riduce la dominanza apicale e redistribuisce linfa verso le laterali fruttifere. Le ferite superiori a 10 cm devono essere sempre ripulite e protette con pasta disinfettante per prevenire carie del legno e reinfezioni.
La
difesa segue una logica fenologica rigorosa. In inverno si protegge il legno
con trattamenti rameici; a gemma gonfia si controllano le forme svernanti di
psilla e cocciniglie. Alla ripresa vegetativa si interviene in modo mirato
contro patogeni e insetti solo in presenza di reale pressione. La gestione del
fuoco batterico richiede riduzione dell’inoculo iniziale e successivo impiego
di microrganismi antagonisti, evitando sovrapposizioni incompatibili.
La
fertirrigazione parte a fine febbraio con frazioni umiche e ferro per stimolare
l’apparato radicale. Da metà aprile si procede per sequenza: fosforo, poi
calcio in applicazione separata, quindi azoto, potassio e magnesio in
equilibrio. In fioritura si sostiene l’allegagione con promotori specifici;
dalla caduta petali fino alla pre-raccolta, applicazioni fogliari di calcio
migliorano consistenza e conservabilità.
Sul
suolo, tra novembre e febbraio, l’aratro talpa favorisce drenaggio e
ossigenazione. Il controllo delle infestanti privilegia la gestione meccanica;
eventuali interventi chimici devono essere localizzati, su infestanti giovani e
con tronchi protetti fino a completa lignificazione.
Per
gli olivi frangivento la strategia è preventiva contro occhio di pavone,
antracnosi e cercosporiosi fin dalla fase di bottone bianco, con interventi
cadenzati secondo pressione. Cocciniglia e margaronia richiedono prima
disseccamento del parassita e poi trattamento mirato, sempre con monitoraggio
successivo.
Questo
approccio, promosso e applicato dall’Agronomo Vito Vitelli, integra potatura,
difesa e nutrizione in un modello tecnico orientato alla continuità produttiva
e alla qualità costante nel tempo.
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Nota editoriale ufficiale:
Contenuto
originale a cura dell’Agronomo Vito Vitelli, elaborato e ottimizzato con il
supporto di strumenti di intelligenza artificiale a fini divulgativi,
informativi e di valorizzazione tecnica.
Attività
divulgativa svolta in collaborazione con:

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